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CREMONA

Stupro di gruppo su una minore. Dal gip la vittima conferma: "Ho provato a ribellarmi"

Il 18 maggio 2021 la diciassettenne venne attirata in una casa di Suzzara con la scusa di partecipare ad una festa. Era una trappola

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

02 Marzo 2022 - 16:39

Stupro di gruppo su una minore. Dal gip la vittima conferma:  "Ho provato a ribellarmi"

CREMONA - L’avevano attirata in quella casa con la scusa di partecipare ad una festa. Era una trappola. Si era ribellata a quei due ragazzi che volevano violentarla. Ci aveva provato. Tutto inutile. Contro quei due giovani mantovani ha puntato di nuovo il dito la ragazzina cremonese all'epoca non ancora diciassettenne, vittima di uno stupro di gruppo, il 18 maggio del 2021. Lo ha fatto due giorni fa, davanti al gip Beatrice Bergamasco del Tribunale di Mantova che l’ha sentita in sede di incidente probatorio. La minorenne, con problemi di disabilità cognitiva, ha confermato quanto aveva già raccontato alla Squadra Mobile nell’indagine scattata nei confronti di cinque giovanotti, quattro residenti a Suzzara, l’altro a Pegognaga. In due erano finiti in carcere, gli altri erano stati sottoposti alla misura dell’obbligo di dimora con il divieto di allontanarsi dopo le 20.



I FATTI

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il 18 maggio la diciassettenne aveva trascorso la giornata con l’amico di Pegognaga, il quale l’ha poi invitata e accompagnata al party organizzato nell’abitazione a Suzzara, di uno degli indagati.
Un paio di settimane dopo, accompagnata dalla madre, la minore si era presentata al Pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Maggiore di Cremona. Stava male, aveva forti dolori alla pancia. Temeva di essere rimasta incinta. Non lo era. E tra le lacrime aveva raccontato la storia di violenza subita due settimane prima. Sentita dalla Squadra Mobile, la giovane aveva fornito elementi utili anche per riconoscere la casa dello stupro. Aveva descritto alcuni arredi. Chi ha indagato, ha messo sotto controlli i telefonini degli indagati, ha perquisito l’abitazione e trovato riscontri alla verità della minorenne. Il 29 luglio erano scattati gli arresti.

Durante l’interrogatorio di garanzia, il ragazzo proprietario della casa della violenza, si era smarcato, difendendosi così: "I rapporti sessuali a casa mia quella sera c’erano stati, ma soltanto con due di noi, io e altri due non c’entriamo nulla. Nessuno l’aveva obbligata. Da quello che sapevamo noi, con uno di loro la ragazza aveva una mezza storia, l’altro l’aveva scelto lì".
All’incidente probatorio, la minorenne ha raccontato ben altro. Ovvero di essersi ribellata in maniera decisa quando gli approcci da parte di due dei cinque ragazzi, si sono fatti sempre più pesanti. Il 19 aprile, il gip Bergamasco sentirà la psicologa incaricata dal pubblico ministero di effettuare una consulenza tecnica.

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