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Minori tra spaccio e uso «Che qualcuno ci aiuti»

La testimonianza di una mamma di Bozzolo: «Non so più cosa fare con mio figlio»

Pierluigi Cremona

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pierluigi.cremona@virgilio.it

22 Febbraio 2022 - 05:20

Minori tra spaccio e uso «Che qualcuno ci aiuti»

BOZZOLO - «Le istituzioni si devono prendere le loro responsabilità, noi siamo stanche di essere prese in giro e non sappiamo più a chi chiedere aiuto, non può essere il Brumotti (inviato di Striscia la notizia impegnato nella lotta alla droga, nda) della situazione a scoprire lo spaccio e abuso di sostanze stupefacenti a Bozzolo». È uno sfogo amaro ma non rassegnato e allo stesso tempo un appello, quello di una mamma 47enne del paese, che parla a nome di altre mamme, loro malgrado coinvolte nel problema del rapporto tra sostanze stupefacenti e figli. Famiglie e genitori assolutamente normali che si trovano a gestire una situazione più grande di loro e che con le loro forze provano a cambiare le cose. Hanno perso il controllo e i loro figli spacciano e utilizzano sostanze stupefacenti alla luce del sole.

Tutti sanno, nessuno interviene. La 47enne ha sempre risposto presente ai vari incontri organizzati da amministrazione comunale e servizi sociali. «Il gruppo di ragazzi tra i 15 e i 18 anni è composto da una ventina di giovani, ma solamente in tre mamme abbiamo deciso di portare avanti la cosa, abbiamo ricevuto tante porte in faccia da altre mamme e tanti silenzi da altri genitori, qualcuna non l’abbiamo mai vista. Ringrazio don Nicola per aver detto pubblicamente come stanno le cose. È quasi un anno che mi sto scontrando con questa situazione, dallo scorso agosto. È un disastro perché ci sono quelli più giovani, l’età si sta abbassando, e ci sono anche alcuni ragazzi e ragazze di 12 e 13 anni. Le istituzioni a un certo punto si devono prendere le loro responsabilità e agire. È da un anno che vengo tenuta buone con delle rispostine, ‘si prendiamo, si facciamo, abbiamo sentito’».


Il suo è una sorta di ultimatum. «Adesso basta, noi siamo stanche di essere prese in giro. Anche perché ti muovi, ci metti il tempo, ci metti la faccia, perché sono sempre andata agli incontri mettendoci la mia faccia. Sono andata anche ad altri due incontri tenutisi nei giorni scorsi. Continuo a muovermi e ad andare. Però non posso essere io a fare certi interventi. Non è possibile vedere questi ragazzi in luoghi pubblici come la loggia comunale, il parcheggio delle piscine (dove era stato trovato anche un bilancio di precisione per pesare le sostanze stupefacenti, nda) o porta San Martino, ci devono dare delle risposte e soprattutto dei fatti, le parole non contano più».

La situazione però non è del tutto nuova secondo questa donna, è una sorta di segreto di Pulcinella. «Già anni fa erano stati chiesti degli interventi ma la gente non si muove. Avevano già chiesto degli interventi. Una madre cosa deve fare? Devo andare dalla De Filippi? A Striscia la notizia? Forse avrei più visibilità». Secondo la 47enne «in certi casi non vengono presi volutamente provvedimenti, perché si vuole che Bozzolo appaia il paesino delle fiabe che invece non è. Io mi scontro con questa realtà perché ho mio figlio. Mio figlio – sottolinea con coraggio – non è un santo, anzi siamo già avanti. Però io sono qui, ci metto la mia faccia, vengo agli incontri, continuo a sollecitare. Più di questo cosa devo fare? Sto facendo un lavoro privatamente con mio figliom non mi tiro di certo indietro. Io come queste altre mamme, purtroppo siamo in poche, andiamo avanti per la nostra strada. Lo spaccio avviene alla luce del sole». Una delle mancanze di Bozzolo, acuita anche dalla pandemia, è quella dei luoghi di aggregazione controllati.

«Questa non è una giustificazione per le loro malefatte, loro non sanno dove andare. Basterebbe poco, un bigliardino, una Playstation, ovviamente anche noi genitori dovremmo dedicare del tempo a questi spazi comuni, luoghi di aggregazione con educatori. Anni fa erano stati chiesti anche gli educatori di strada. Sono la prima a muovere le critiche, io non sono quella che dice non è colpa di mio figlio sono gli altri che me lo rovinano. Le responsabilità devono essere prese dalle persone che hanno il potere di agire. Ci vogliono delle azioni e devono essere presi dei provvedimenti, mi è stato detto con l’anno prossimo faremo qualche cosa. Ma non è possibile aspettare un altro anno, stiamo parlando dei nostri giovani e del futuro del paese».

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