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CARO ENERGIA: E' EMERGENZA

Benzina verde da record. Superata la soglia dei 2 euro al litro

Matteo Bozzoni (Faib Confesercenti): «Una mazzata anche per i gestori delle aree di servizio»

Elisa Calamari

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redazioneweb@laprovinciacr.it

09 Febbraio 2022 - 05:10

Benzina Verde da record. Superata la soglia dei 2 euro al litro

CREMONA - In 20 anni il prezzo del gasolio alla pompa è praticamente raddoppiato (+99,4%) mentre i listini della benzina hanno subito un'accelerazione del +81,1%. A gennaio 2002 per acquistare un litro di benzina un automobilista spendeva meno di un euro (per la precisione 0,992 euro) e un litro di gasolio costava 0,836 euro; oggi per gli stessi prodotti, e in base ai dati ufficiali forniti dal Mite, occorre spendere in media 1,797 euro per quanto riguarda la benzina e 1,667 euro per il diesel. Ma basta farsi un giro a Cremona in questi giorni e volgere lo sguardo verso i tabelloni dei distributori, per rendersi conto che il prezzo è quasi sempre ben oltre questa media. Fino e oltre 2 euro al litro per la ‘verde’. «L’aumento del prezzo del carburante è una mazzata anche per noi, sia chiaro – spiega Matteo Bozzoni, nuovo presidente territoriale Faib Confesercenti che è la sigla che rappresenta proprio i gestori di distributori carburante –. Anche perché significa in primis maggiori esposizioni con le banche. Al consumatore finale va subito precisato che non siamo certo noi a stabilire i prezzi: lo fanno le compagnie, quotidianamente. Ecco perché sono differenti da compagnia a compagnia, e spesso anche da zona a zona anche se con lo stesso marchio».


Bozzoni spiega che per avviare l’attività serve un investimento economico considerevole, così come per i rifornimenti: «Ci esponiamo con le banche e ci sono commissioni che incidono sempre più – continua Bozzoni –. Il nostro margine di guadagno? In media è 3 centesimi di euro al litro, che può arrivare a cinque centesimi con il self-service. Ma chiaramente, per risparmiare, quasi tutti hanno imparato a fare da sé. Il servito rappresenta circa il 10-15% dell’incasso». Con l’aumentare del prezzo del carburante calano i litri che possono essere acquistati e quindi anche il guadagno: «Se con 50 euro prima acquistavo 50 litri e ora 30 – continua Bozzoni –, significa che su 50 euro spesi guadagno 0,9 euro. Si fa un po’ fatica ad andare avanti e non chiudere, con queste cifre. Ecco perché ci sono parecchi impianti chiusi o in via di chiusura». La Faib, anche a livello nazionale, sta chiedendo di ridurre il peso delle commissioni bancarie e di incrementare il margine di guadagno dei benzinai sulle compagnie. Ricordando che i distributori sono anche un servizio. E che a pesare su di essi sono pure i rincari energetici: «A Palazzolo ho avuto un caso di bolletta elettrica mensile passata da 1.025 a 3.500 euro – conclude Bozzoni – anche perché, dove non ci sono stati aggiornamenti con illuminazione a led, i consumi sono ancora molto alti».

A confermare l’allarme è anche Leonardo Adessi, presidente dell’Aci Cremona: «Noi come Automobile club possediamo una stazione di servizio, in via Massarotti, quindi da una parte siamo la voce degli automobilisti e dall’altra quella dei gestori dei distributori. In questi ultimi anni c’è stato un radicale spostamento delle aliquote e dei margini, non a favore dei gestori. Oggi avere un distributore è un rischio: c’è margine scarso per pagare i dipendenti, per non parlare degli enormi costi iniziali. Al giorno d’oggi per noi è un mantenimento di servizio, non di certo una fonte di reddito. Il futuro? Aumenti del prezzo alla pompa che ricadono sugli utilizzatori e i gestori, che hanno già un margine ridicolo, perderanno un mare di vendite.
Una situazione tragica che va collegata a tutto il resto, come gli aumenti della bolletta energetica. I rincari inoltre portano le persone a risparmiare, su tutto. Anche sull’uso dell’auto».

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