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IL FUTURO DI CREMONA

Manfredini: «Violini, cibo e la magia del Po. Così la città si fa accogliente»

L’assessore traccia la rotta di uno sviluppo condiviso da perseguire: «Il rilancio del centro storico e il dialogo con le periferie aspetti imprescindibili per essere comunità ospitale»

Nicola Arrigoni

Email:

narrigoni@laprovinciacr.it

04 Febbraio 2022 - 05:15

Manfredini: «Violini, cibo e la magia del Po. Così la città si fa accogliente»

L'assessore Barbara Manfredini

CREMONA - Cremona del futuro… ma a guardarsi intorno sembra che il futuro non ci sia, o sia ben poco allettante. E il riferimento va allo stato del centro storico, al lockdown mascherato di queste settimane, se non mesi, ai saldi dalle tonalità grigie, al turismo in affanno. Parlare di Cremona del Futuro con Barbara Manfredini, assessore al Turismo e City Branding del Comune di Cremona, vuol dire abbracciare la complessità di tutti questi fattori strettamente connessi fra loro in una visione di futuro.

Davanti agli occhi di tutti c’è un centro storico in affanno. Come risollevarsi e come pensare al futuro?
«Non si può pensare il centro storico senza avere una visione di città. Sono tanti gli aspetti da considerare. Si spazia dalle opere pubbliche e interventi di rigenerazione urbana all’edilizia residenziale pubblica, alla risistemazione dell’arredo urbano, a cui stiamo lavorando cercando bandi ad hoc. Immaginare il futuro della città vuol dire investire sulla mobilità elettrica, e lo stiamo facendo; abbiamo realizzato un piano del verde pubblico e stiamo lavorando all’abolizione delle barriere architettoniche. Non meno importante è coniugare centro e periferia, organizzare una rete di parcheggi corona che facciano sì che l’accesso al centro sia facilitato, ma sostenibile. Ci stiamo impegnando sulla mobilità elettrica anche sui mezzi pubblici, navetta per il centro a partire dai parcheggi corona, sul trasporto merci elettrico con studio di fattibilità per i tanti corrieri che hanno necessità di andare in centro a consegnare merci agli esercizi commerciali. La vivibilità di una città parte da cose concrete. Tutto ciò ha un unico obiettivo: migliorare la vita dei cittadini per rendere la città più ospitale e accogliente anche per chi viene da fuori».


Tutto ciò come si può realizzare?
«Sulla base di un trinomio chiaro e imprescindibile: più collegamenti, più servizi, più attrattività. Tre aspetti che stiamo perseguendo, che abbiamo messo a fuoco. Bisogna partire da una consapevolezza: siamo al centro della Pianura Padana, abbiamo la possibilità di offrire un’esperienza all’insegna della bellezza, della natura, della vita a misura d’uomo. Per questo credo che lo slogan #incontriamociacremona non sia solo uno slogan, ma sia anche un impegno che insieme all’altro hashtag che abbiamo lanciato #vadoincentro può rappresentare la città che vorremmo: la città dell’incontro, nelle piazze, lungo le vie e i corsi, nelle gallerie che abbiamo abitato con tantissimi plateatici creando un vero e proprio salotto. Per questo stiamo predisponendo, attraverso il Bando dei distretti del commercio, un piano di restyling per il centro per poter ripercorre le vie della città, arredi, punti informazioni, installazioni artistiche per poter passeggiare di nuovo nelle vie, sui corsi, sotto le gallerie. Sono processi lunghi, ma oggi più che mai necessari».


In questo scenario di città green e ospitale, quali sono i motivi che possono rendere appetibile la città per chi viene da fuori? E quanto turismo, commercio e servizi sono connessi?
«È necessario fare una precisazione. Il centro storico vive anche grazie a chi continua a esserci e a lavorare con fatica, certo, ma anche non temendo di adottare nuove strategie. Tutto ciò deve essere agito condividendo idee e prospettive con le associazioni di categoria e con i commercianti e gli artigiani. Occorre trovare nuovi strumenti per fare sistema, con azioni di co-marketing, per comunicare le iniziative commerciali insieme a quelle culturali e agli eventi che per la maggior parte si svolgono in centro. #incontriamociacremona vorrei continuasse a vivere e si concretizzasse insieme a nuovi orari di apertura, a promozioni fra negozi di vicinato, a buoni shopping, a servizi per le famiglie che propongano momenti aggregativi in centro appunto. Poi c’è il grande capitolo della formazione e dell’alta formazione. Cremona sta costruendo la propria vocazione universitaria, dobbiamo essere pronti ad accogliere docenti e studenti che verranno in città con piani di coordinamento delle offerte di alloggi, oltre che una politica di affitti condivisa. In questo scenario, gli eventi culturali, le feste legate alle tipicità enogastronomiche, le bellezze storico-architettoniche della nostra città diventano il core business che porta chi viene da fuori per un concerto, piuttosto che una mostra a scoprire una città accogliente, a misura di ospite e di famiglie, invita poi a ritornare anche indipendentemente dagli eventi, perché è bello incontrarsi a Cremona».

Cremona città accogliente e città turistica. Due aspetti che coesistono e che rappresentano dunque il futuro di questa città?
«Come abbiamo detto, una politica di promozione turistica deve andare di pari passo alla capacità della comunità di offrirsi come luogo ospitale e accogliente. Diciamo che le potenzialità che abbiamo sono chiare. Segnali incoraggianti sono arrivati quando il Covid ci ha dato respiro, ma vanno sostenuti, incoraggiati e sviluppati».

Per costruire futuro bisogna pensare positivo, per dirla con Jovanotti?
«Certo. La città è sempre più attrattiva. Lo abbiamo visto anche nel 2021, dopo la pandemia, dove i dati estivi di pernottamento hanno sorpreso anche gli addetti ai lavori e tante sono state le proposte turistiche, sia in termini di eventi, sia in termini di ospitalità. Molto abbiamo investito nel turismo di prossimità e su questo si dovrà ancora lavorare e lo stiamo facendo con reti importanti a partire proprio dalla Lombardia (East lombardy e Gardamusei) e non solo. Curare la comunicazione e la promozione di tutta l’offerta turistica che orgogliosamente parte dalla liuteria che ci rende unici al mondo con il riconoscimento Unesco del saper fare liutario».

La liuteria come asset del rilancio?
«La liuteria rappresenta una ricchezza straordinaria per la città sia dal punto di vista simbolico che concreto. Pensiamo alle oltre 160 botteghe. Di questo non ci dobbiamo stancare mai. Tutto questo insieme alle proposte musicali delle diverse istituzioni pubbliche e private ha creato un significativo movimento legato al turismo musicale, tanto da far di Cremona la sede anche nel 2022 di un convegno internazionale sul tema. Occorre continuare ad investire in proposte di qualità non solo formative, ma anche con performance che coinvolgano un pubblico sempre più vasto e diversificato con eventi nelle piazze, lungo le rive del fiume, nelle periferie, laddove la gente vive e laddove anche il turista e l’ospite può godere di spazi e luoghi differenti. E non c’è solo la liuteria».

Quali altri aspetti, dal punto di vista dell’attrattività turistica, possono rappresentare un volano di sviluppo?
«Altro asset importantissimo è l’agroalimentare, per il quale stiamo investendo in una particolarissima iniziativa: un nuovo punto vendita Taste&Buy che inaugureremo nella zona partenza di Orio al Serio. Occorre infatti trovare nuove forme di valorizzazione e commercializzazione per i nostri prodotti IGP, DOP, tradizionali e tipici, così come occorre trovare forme di narrazione che partono dalla produzione con visite guidate, all’esperienza degustativa e olfattiva in negozi e shop aziendali, senza dimenticare la preziosa testimonianza dei nostri chef che con i loro menu continuano a scrivere la storia della cucina cremonese nel rispetto della tradizione ma con proposte creative interessanti. Tutto ciò senza dimenticare gli appuntamenti tradizionali del nostro calendario la Festa del Torrone, poi quella del Salame e dei Formaggi. Poi c’è il turismo fluviale».

Una realtà inespressa ma molto seducente.
«Cremona, città della musica e del buon cibo è anche città del fiume, dell’acqua da percorre con mezzi diversi, con proposte articolate di turismo green che mette insieme bicicletta e navigazione, musica e navigazione, degustazione e navigazione, letture e navigazione. I nostri armatori stanno predisponendo nuovi percorsi con il nuovo attracco, punto informativo sul fiume e del fiume che insieme al parco al Po rappresenta una felice sosta per lo sport, attività all’aria aperta e campeggio. Turismo e sport è un tema che si sta sviluppando e con nuove proposte di accoglienza per accompagnatori ed atleti in sinergia con le associazioni sportive a partire dagli eventi di risonanza nazionale e internazionale».

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