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CASALBUTTANO

La terza vita della micia Tata, abbandonata due volte e ritrovata

Lasciata in un fosso piccolissima, adottata e cresciuta per 11 anni, poi "scaricata" di nascosto e data per morta... fino al lieto fine

Matteo Berselli

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redazioneweb@laprovinciacr.it

28 Gennaio 2022 - 05:00

La terza vita della micia Tata, abbandonata due volte a ritrovata

Tata, la micia di Casalbuttano

CASALBUTTANO - Trovata piccolissima in un fosso, adottata e cresciuta con amore per undici splendidi anni, poi mal sopportata, abbandonata di nascosto, data per morta, cercata in lungo e in largo e, alla fine, insperabilmente ritrovata. Magari non è vero che i gatti hanno sette vite, ma Tata, la miciona di Casalbuttano salvata dai tanti volontari che si sono impegnati nelle ricerche, almeno un paio le ha già alle spalle e adesso, in piena vecchiaia, si prepara ad affrontarne una terza, si spera più serena. La sua è una storia di affetto divenuto insofferenza e sfociato nell’abbandono da parte di chi avrebbe dovuto accudirla, un tradimento nei confronti dei sentimenti provati dall’ex marito che mai si sarebbe separato da quella miciona grossa e goffa dall’espressione corrucciata.


Tata viveva in una bella cascina in località Graffignana ed è stata abbandonata da una delle due persone che l'ha adottata e cresciuta per undici anni. «Era piccolissima quando il signor S. l’ha trovata in un fosso e se l'è portata a casa, nell'azienda agricola in cui abitava e lavorava. Qualche anno fa purtroppo è mancato – racconta Maria Pia Superti, responsabile Lav di Cremona – e Tata è diventata un peso per la moglie. Non ne faceva mistero la signora, eppure la proprietaria della fattoria e alcuni vicini di casa, erano disposti ad adottarla ed occuparsene. Le avevano sempre voluto bene, fin da quando era cucciola e viveva tra la casa e lo spazio aperto. Tutti loro sono infatti rimasti increduli e sconcertati ai primi di novembre, quando Tata improvvisamente è scomparsa. Invitata a fornire spiegazioni, la proprietaria ha risposto che la gatta era morta, accusando il cane di un vicino di averla aggredita».


Versione che i proprietari della cascina, e gli amici della donna, hanno sempre ritenuto poco attendibile, arrivando al punto di contattare Superti, conosciuta per l’impegno animalista e per le battaglie contro la vivisezione. «Per prima cosa ho segnalato il caso sui social e l’ho condiviso su tutte le pagine dedicate agli animali della zona. Ci siamo rivolti anche al gattile di Cremona ma di Tata nessuna traccia. A quel punto ho tentato la carta della mediazione e in un post su Facebook ho chiesto alla donna di contattarmi per collaborare a ritrovare la sua micia. Temendo conseguenze per il proprio gesto, la signora mi ha chiamato confessando di non aver raccontato tutta la verità. Il cane di un vicino aveva sì aggredita Tata ma non uccisa: era stata lei a portarla, mezza tramortita, vicino al cimitero di Casalbuttano».


A quel punto scatta la mobilitazione. I vicini di casa tappezzano Casalbuttano di volantini, nessuno si dà per vinto. Finché nei giorni scorsi proprio a Superti arriva una segnalazione tanto insperata quanto decisiva: «Un gatto molto somigliante a Tata si è accasato da qualche giorno presso un’abitazione di San Martino in Beliseto. Avviso così le persone che la conoscono bene che si precipitano a vedere se si tratta effettivamente di lei. E, con grande gioia, scoprono che è proprio Tata, dimagrita, ma viva. Così la riportano in cascina, non più nell’abitazione ormai chiusa dove ha sempre vissuto ma nella casa padronale con la signora che in questi mesi ha sofferto tanto per questa storia. E, ironia del destino, lo stesso giorno in cui la persona che l'ha abbandonata, sola, impaurita, lontano dai suoi punti di riferimento, ha traslocato e se ne è andata, Tata è tornata a casa».

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