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Casa di comunità, 300 firme raccolte solo in una mattina: i cremaschi dicono «no»

Superate le tremila adesioni alla petizione per il riutilizzo del palazzo di giustizia oggi centro vaccinale

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

15 Gennaio 2022 - 15:51

Casa di comunità, 300 firme raccolte solo in una mattina: i cremaschi dicono «no»

La raccolta delle firme in mattina lungo via Verdi

CREMA - I cremaschi firmano in massa per dire «no» alla Casa di comunità nell’ex palazzina Asl di via Gramsci e chiedere alla Regione che venga utilizzato l’ex Tribunale come sede della struttura socio sanitaria intermedia, che dovrà fare da filtro tra territorio e ospedale.

In poche ore, questa mattina si sono fermate oltre 300 persone al banchetto organizzato lungo il mercato di via Verdi dalla lista civica Crema Aperta.

«Siamo molto soddisfatti della risposta dei cremaschi — ha chiarito l’ex parlamentare Franco Bordo — la sottoscrizione trova l’interesse della gente, segnale che il tema è molto sentito. Online abbiamo già raggiunto e superato le 3.000 firme. Proseguiremo in presenza e sul web almeno per altre tre, quattro settimane, prima di andare a Milano per consegnare la petizione all’assessore e vicepresidente regionale Letizia Moratti».

I promotori hanno distribuito volantini ai passanti per spiegare le ragioni che li spingono a ritenere l’ex Tribunale sede ideale per la Casa di comunità. Una posizione condivisa anche dalla giunta di Stefania Bonaldi, che a dicembre aveva già provato a convincere Moratti senza successo. Dal centrodestra, invece, non c’è altrettanto sostegno alla proposta degli avversari politici al governo della città. Crema Aperta chiede anche alla Regione che non si ridimensioni l’ospedale.

Da Milano, la scelta dell’ex Asl per la Casa di comunità è stata inserita nella riforma sanitaria varata dalla giunta di Attilio Fontana a dicembre. In via Gramsci verrà investito il milione e mezzo di euro che il Pnrr garantisce alla Lombardia per ogni Casa progettata nel territorio regionale. In Regione ritengono che questa somma sarebbe insufficiente per riqualificare a dovere un edificio molto ampio come l’ex Tribunale.

Dal Comune e da tutto il centrosinistra, viene contestata la decisione, evidenziando una serie di criticità: ad esempio il fatto che la struttura di via Gramsci sia difficilmente raggiungibile per i pochi parcheggi e la sua vicinanza al centro e alla zona di via Verdi, dove tre volte la settimana si tiene il mercato.

Al contrario dell’ex Tribunale. Da non dimenticare, inoltre, che i servizi oggi ospitati nella palazzina ex Asl andrebbero spostati altrove da Asst, pagando affitti. Nell’attuale centro vaccinale, invece, gli spazi abbondando, anche per riportarvi altre strutture in capo all’Asst oggi ospitate in altri edifici, con costi a carico del sistema sanitario regionale. Insomma, secondo il centrosinistra la spesa superiore per ristrutturare il palazzo sarebbe presto recuperata.

La raccolta firme cartacea prosegue domani dalle 14 alle 18 in piazza Duomo. Sabato i promotori saranno di nuovo al mercato.

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