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L'AZIENDA DI VESCOVATO

La Prosus pronta per la ripartenza. E ora nuove sfide

L’analisi su presente e futuro del direttore generale Omar Crippa: «Nel 2021 transizione verso la normalità, ora pianificazione adeguata»

Felice Staboli

Email:

fstaboli@laprovinciacr.it

05 Gennaio 2022 - 09:03

La Prosus pronta  per la ripartenza. E ora nuove sfide

Omar Crippa è direttore generale della Prosus di Vescovato

VESCOVATO - Il peggio è passato, l’azienda si è rimessa in carreggiata ma la sfida è tutt’altro che chiusa. Anzi, il bello arriva adesso, nel senso che c’è da programmare il futuro. La Prosus, marchio storico nel campo della macellazione dei maiali, della vendita e dell’esportazione di carni e insaccati, si prepara ad affrontare un 2022 dal grande impatto strategico, che dovrà scandire la svolta vera e propria, dopo un’annata a sua volta fondamentale, dedicata alla messa in sicurezza degli aspetti economici e finanziari. Come dire, la tempesta — ossia, il rischio di default — è alle spalle, ma la partita è più che mai aperta, come spiega Omar Crippa, direttore generale della Prosus.

Direttore Crippa, come sta l’azienda di Vescovato?
«Se guardo a come andavano le cose quando sono arrivato, ovvero a fine 2020, posso dire che le cose vanno meglio. Ma non mi faccio illusioni, so che il percorso che abbiamo davanti è molto lungo».

Che situazione aveva trovato?
«Semplice: a fine 2020 il Bilancio 2019 non era stato approvato e l’Assemblea dei soci aveva respinto il piano di ristrutturazione ».

Cosa era accaduto?
«Eravamo in presenza di una perdita di 14 milioni di euro nel bilancio 2019 combinata ad una forte tensione finanziaria; l’indebitamento a fine 2019 era di circa 81 milioni di euro. Indebitamento e perdita derivavano da una gestione corrente incapace di produrre cassa, da investimenti sbagliati e da una struttura di indebitamento sbilanciata sul breve piuttosto che sul medio e lungo termine. L’azienda è arrivata sull’orlo del fallimento. Non è un pensiero personale, lo dicono i fatti».

Oggi come stanno le cose?
«Nel 2021 abbiamo approvato il Bilancio 2019 e 2020 ed è stato presentato un nuovo piano industriale. Nel contempo è stata riorganizzata l’azienda con l’inserimento nell’organigramma di figure professionali preparate e competenti nei ruoli chiave».

In cosa consiste il piano?
«In primo luogo si tratta di un Piano equilibrato, coerente con gli attuali Statuto e Regolamento della Cooperativa. Da un punto di vista finanziario, il piano prevede una ristrutturazione del debito bancario e una sua rimodulazione in termini di scadenze. I debiti maturati dalla Cooperativa verso i Soci tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 per il conferimento dei suini saranno pagati nell’arco del piano (2021 / 2025). Non è stata prevista nessuna conversione in capitale. Inoltre Prosus ha ottenuto un finanziamento a medio lungo termine garantito da SACE per 7,2 milioni di euro. Il piano naturalmente ha dovuto passare vari livelli di controllo».

Quali?
«In primo luogo, è stato verificato da un esperto, indipendente rispetto all’azienda. Poi, è stato omologato dal tribunale di Cremona e infine certificato dalla Corte d’Appello di Brescia. Dunque, siamo di fronte ad un nuovo piano credibile. Per ultimo, il piano ha coinvolti più soggetti (banche - soci – advisor – professionisti – enti pubblici) la sintesi non così scontata da trovare, è stato un buon compromesso. A tale riguardo ci tengo a ringraziare tutti coloro che sono stati coinvolti nel trovare l’accordo finale».

C’è stato un impatto sull’occupazione?
«No, il personale (circa 500 dipendenti diretti ed indiretti, ndr) non è stato toccato. Vi è stato un dialogo costruttivo costante con le associazioni sindacali durante l’iter di negoziazione e definizione del Piano».

E adesso?
«La Prosus, in silenzio, ha recuperato credibilità interna ed esterna. Ha raggiunto nuovamente la mutualità (più del 50% dei conferimenti proviene da Soci) ed ha allargato la propria base sociale con l’adesione di 20 nuovi Soci. Il tutto è stato fatto in un arco temporale abbastanza ristretto; impegno, competenza, resilienza di tutte le persone che lavorano in Prosus e un po’ di buona sorte (ci vuole) sono stati gli elementi che hanno permesso di arrivare a questo risultato. Dopo di che aggiungo che il 2021 è stato un anno di transizione verso la normalità. Mi ritengo abbastanza soddisfatto per quanto è stato fatto».

Abbastanza?
«Sì, è la mia valutazione. Adesso ci attende un 2022 in cui la conoscenza più dettagliata ci consente una pianificazione adeguata. L’azienda è rigenerata dal punto di vista operativo, c’è un nuovo spirito e tutti sono pronti a ripartire».

Che novità sono attese?
«La Prosus deve cambiare, deve guardare in modo diverso alla propria attività, sempre nel rispetto degli input che arrivano dai Soci e dal cda. Stiamo parlando di una cooperativa che lavora per e nel territorio, che deve essere in grado di confrontarsi con dinamiche e complessità che il mercato impone. È importante sottolineare che durante tutto il 2021 abbiamo goduto dell’appoggio delle Istituzioni e Associazioni di categoria sia locali che nazionali».

Di recente, è arrivato anche un importante riconoscimento.
«A fine 2021, un audit di esperti, tra cui funzionari cinesi collegati in tempo reale, ci ha confermato l’idoneità all’esportazione verso la Cina e gli Usa. Si tratta di una certificazione di qualità che esprime un riconoscimento importante sul piano operativo, commerciale e anche dell’immagine».

Il 2021 è stato contrassegnato dalla pandemia, dall’aumento non prevedibile delle materie prime culminato con l’aumento dell’inflazione. «Il 2022 avrà come costante l’incertezza dovuta in particolare al perdurare della pandemia che ha modificato usi, consuetudini e comportamenti in maniera, in alcuni casi, strutturale. Il tutto determina una difficoltà nelle previsioni ed evoluzioni in parte legate alla storicizzazione dei dati e degli eventi. Credo che per un po’ di tempo ci dovremo abituare a questa ‘costante’. Questo è sicuro».

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