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CORONAVIRUS. LA PREVENZIONE

Covid, mamme sì Vax: «Vaccineremo i nostri figli. Per noi è un atto d’amore»

Domenica all’hub di CremonaFiere le prime somministrazioni pediatriche alla fascia 5-11 anni. La testimonianza di chi ha già prenotato: «Proteggiamo loro e la comunità»

Bibiana Sudati

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redazioneweb@laprovinciacr.it

18 Dicembre 2021 - 05:30

Covid,  mamme sì Vax: «Vaccineremo i nostri figli. Per noi è un atto d’amore»

CREMONA - «Anche i bambini hanno il diritto di essere protetti e curati esattamente come gli adulti. Scegliere di vaccinare mio figlio è un atto d’amore verso di lui, ma anche di protezione verso tutta la collettività». Giulia Torresani è mamma di un bimbo di 8 anni: domani, primo giorno in cui a Cremona verranno avviate le vaccinazioni per la fascia pediatrica 5-11 anni all’interno dell’hub di CremonaFiere, che riaprirà in concomitanza con la nuova campagna sui più piccoli, suo figlio riceverà la prima dose.

«E sinceramente non vedo l’ora – afferma –. La situazione nella sua scuola non è buona e spero che arrivi presto il momento in cui potrò tirare un sospiro di sollievo. Il vaccino è l’unica arma che abbiamo a disposizione».

LE TESTIMONIANZE. Perplessità e timori però ci sono stati. «E chi non lì ha? – spiega ancora Giulia –. Ogni volta che affronto una vaccinazione ho questa sensazione, ma sono convinta che sia la strada giusta: mi sono informata, ho chiesto al pediatra. Temo più la malattia e i suoi possibili effetti a lungo termine, che eventi collaterali del vaccino».

Stesse riflessioni di Sabrina Mazzolari: la sua bambina è di poco più grande, 10 anni, e riceverà il vaccino il 26 dicembre. Vacanze di Natale da trascorre nell’attesa: «I motivi che mi hanno spinto a compiere questa scelta sono diversi – racconta –. È vero che questo virus colpisce in modo blando i bambini e che, stando ai dati, sono davvero pochi i casi di situazioni gravi. Ma esistono. E se capitasse a mia figlia? È questa la domanda che mi pongo e che dovrebbe porsi ogni genitore: se il vostro bambino fosse tra quelli che si ammalano in modo grave? Per me questa è la vera paura».

E poi ci sono gli altri da proteggere: «Le mie figlie vanno dai nonni, frequentano la scuola e altri ambienti: vanno tutelate e insieme a loro vanno tutelati coloro che per ragioni di salute non possono ricevere il vaccino – sottolinea –. Capisco che qualcuno abbia dubbi, sono legittimi, nessuno va a cuor leggero: a loro dico di informarsi chiedendo a medici e esperti di cui si fidano, e poi di compiere una scelta razionale».

SCELTA INFORMATA. Scelta informata: è questa la chiave anche per Annalisa Torri. Ha due figlie: la prima, di 13 anni, ha già ricevuto il vaccino anti-Covid settimane fa; ora tocca alla più piccola di 8. «Sto per prenotare l’appuntamento. Mi affido alla Scienza e a chi studia queste cose. Non volevo essere convinta, ma capire – afferma, spiegando le ragioni della decisione presa da lei e dal marito – . Prima di tutto desidero che le mie figlie siano protette; altra priorità è difendere le persone che nella nostra famiglia hanno fragilità e per le quali ammalarsi sarebbe molto pericoloso. L’ipotetico rischio che si corre con il vaccino è notevolmente più basso dei benefici che ne derivano. Con questo non voglio minimizzare l’ansia che un genitore può avere, anch’io ce l’ho, ma ritengo che vaccinare le bambine sia un bene per loro, per la nostra famiglia e, perché no, anche verso la collettività nella quale vivono e si muovono. Proteggere loro, è anche proteggere gli altri».

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