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CORONAVIRUS. IL QUADRO

Covid, è corsa alla terza dose: nodo prenotazioni

Ma l’hub Sapiens «fatica» a reggere la domanda: con Crema e Soresina che riapre, ipotesi quarto polo. Proposti appuntamenti fuori provincia. «Beffa» per chi prova ad anticipare la data

Mauro Cabrini

Email:

mcabrini@laprovinciacr.it

29 Novembre 2021 - 05:30

Covid, è corsa alla terza dose: nodo prenotazioni

CREMONA - Omicron: il nuovo incubo, che inevitabilmente tiene già in massima allerta le autorità sanitarie regionali e cremonesi. La crescita esponenziale dei contagi in provincia. L’urgenza di vaccinare con terza dose il più possibile e il prima possibile. E così, stretto fra emergenza crescente e organizzazione complessa, ecco che il sistema sanitario locale è già alle prese con nodi da risolvere.

SERVE UN ALTRO HUB. La priorità assoluta: potenziare la capacità degli hub attualmente attivi, vale a dire quello Sapiens a Costa Sant’Abramo e quello nell’ex tribunale di Crema, in attesa della riapertura di quello nel Nuovo Robbiani di Soresina in dicembre, per assicurare prenotazioni che non costringano i cremonesi ad andare oltre confino, a Codogno piuttosto che nel Bresciano. Basteranno per garantire tempi rapidi al richiamo booster eventuali accorgimenti? Non è detto. E mentre si rilancia l’appello ai medici perché diano il loro contributo da vaccinatori alla campagna, non si esclude più una valutazione su un nuovo hub.

IL CASO PRENOTAZIONI. Di sicuro, negli ultimi giorni si stanno susseguendo le segnalazioni sulla difficoltà di prenotare a Costa Sant’Abramo e di farlo in tempi utili. Del resto, i nuovi allarmi e le nuove regole, più restrittive, previste dal Super Green pass stanno spingendo molti indecisi a vaccinarsi. Ulteriori problema: non sono pochi quelli che si erano già prenotati per la terza dose dopo i sei mesi e, con l’introduzione dell’anticipo a cinque, hanno cancellato la prenotazione originaria per anticipare la somministrazione e ora si ritrovano senza più la prima data e senza ancora la seconda. E non mancano rabbia per la beffa, proteste per il disagio logistico e legittima preoccupazione.

IL NODO PERSONALE. Più utenti da vaccinare ci sono, più medici, più infermieri e più volontari servono. Per vaccinare e per l’anamnesi. E per riuscire ad allungare gli orari di apertura, magari aprendo anche la domenica contrariamente a quanto accade ora. Non a caso, andava in quel senso l’appello del direttore sanitario dell’Asst, Rosario Canino, rilanciato nei giorni scorsi: «Questo è un momento cruciale e abbiamo bisogno di medici per proseguire speditamente con la somministrazione della terza dose. Il contributo prezioso dei sanitari in questi mesi ha fatto sì che la campagna vaccinale fino ad ora sia stata un successo e ora anche i medici in pensione possono dare nuovamente il loro prezioso contributo, creando un gruppo di lavoro che possa permettere di accelerare le vaccinazioni. Anche poche ore a settimana fanno la differenza».

LA STRIGLIATA DI BERTOLASO. Ha già ingranato la quinta l’hub Sapiens: nell’ultima settimana, sul fronte terza dose, si viaggia ad una media di 700 iniezioni al giorno, con una crescita del 60% rispetto alle due settimane precedenti. Basta? Non secondo Guido Bertolaso. «Se non facciamo 100 mila terze dosi al giorno non fermiamo l’onda — il responsabile della campagna vaccinale in Lombardia ragiona a livello regionale —. Per questo ho dato una strigliata ai direttori generali delle Ats e delle Asst, per fare in modo di correre più velocemente. Dobbiamo vaccinare a tappeto tutti, giorno e notte». Prova a spingere forte sull’acceleratore, il consulente: «Ci sono state alcune difficoltà nella vaccinazione per la terza dose e continueranno ad esserci per alcuni giorni, ma stiamo già sistemando tutta l’organizzazione. Martedì arriveremo a quota 60 mila per poi raggiungere alla fine della settimana quota 100 mila. Non abbiamo problemi a trovare le location giuste, ma dobbiamo riorganizzare la macchina, in considerazione di questa grande ondata che è arrivata con le recentissime decisioni del governo. Decisioni che hanno trovato un po' tutti impreparati, perché passare da 1,6 milioni di aventi diritto a oltre 5 milioni nell’arco di poche ore non è facilissimo da gestire».

L'ANALISI DI MORATTI. «Toccheremo un milione di terze dosi e anche dal punto di vista delle prime c’è una nuova accelerazione. Questo ci fa molto piacere perché il vaccino è l’unica arma che abbiamo. E annunciando la riapertura di nuovi hub vaccinali, Moratti si è espressa positivamente nei confronti del Green pass rinforzato, definito «una misura che premia i comportamenti virtuosi e aiuta a mettere in sicurezza tutti i vaccinati, oltre a contribuire a mantenere aperte attività produttive e i luoghi di socialità, quindi ad avere una maggiore libertà di cui abbiamo tutti bisogno».

L'INCUBO OMICRON. L’obiettivo è quello di avere un sequenziamento delle nuove varianti e, nell’eventualità, di avere un contact tracing molto puntuale. «Tutte azioni che stiamo facendo e faremo anche con questa variante — garantisce Moratti —. Lavoriamo con gli organi competenti e aspettiamo di avere nuove informazioni dal mondo scientifico per capire meglio. La variante Omicron sembra essere molto più contagiosa di quelle precedenti e quindi dobbiamo mantenere molto alta la soglia di attenzione. Siamo pronti con tutte le misure che possiamo mettere in atto».

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Commenti all'articolo

  • elp2072

    29 Novembre 2021 - 09:29

    Mentre del S. Marta di Rivolta d'Adda nemmeno se ne parla...dopo un anno nessun nuovo polo vaccinale negli ospedali del territorio altro che Casa della Comunità...

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  • elp2072

    29 Novembre 2021 - 09:28

    Mentre del S. Marta di Rivolta d'Adda nemmeno se ne parla...dopo un anno nessun nuovo polo vaccinale negli ospedali del territorio altro che Casa della Comunità...

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