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CORONAVIRUS. LE VARIANTI

Covid, la variante Omicron è in Italia

Identificata dall'Iss una sequenza su un paziente proveniente dal Mozambico. La ricercatrice Ilaria Capua: «Prima di terrorizzare le persone bisogna fare valutazioni. L'unico strumento di cui disponiamo è il vaccino»

Cinzia Franciò

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cfrancio@laprovinciacr.it

28 Novembre 2021 - 10:17

Covid, la variante Omicron è in Italia

ROMA - Il primo caso in Italia di variante "Omicron" in Italia - reso noto ieri dall’Istituto Superiore di Sanità - è quello di un uomo campano di 40 anni, originario di Caserta e di rientro dal Monzambico, in Sudafrica.

I FATTI. Lo scorso 11 novembre, è atterrato all’aeroporto di Roma Fiumicino. Vaccinato con doppia dose e in attesa della terza, al momento della partenza non aveva sintomi ed era negativo al Covid. Rientrato in Italia, è tornato a casa per trascorrere qualche giorno con la sua famiglia a Caserta, dove vive con moglie, due figli e i due suoceri. Il 15 novembre è partito in aereo - come riporta il quotidiano Repubblica - dallo scalo di Napoli Capodichino con destinazione Milano per sottoporsi ad una visita medica programmata dalla sua azienda (è un manager dell’Eni, ndr). Sarebbe dovuto quindi rientrare in Mozambico. Il 16 novembre - dopo una notte passata in albergo nel capoluogo lombardo - si presenta nella struttura sanitaria per la visita e viene anche sottoposto a tampone anti Covid. Lo stesso giorno riparte da Milano diretto a Fiumicino dove avrebbe dovuto imbarcarsi per tornare in Africa, ma durante il viaggio viene informato della sua positività. Prosegue, quindi, verso casa a Caserta. Le analisi indicheranno che anche i suoi familiari sono positivi e le classi dei due figli vengono messe in quarantena. Le analisi di laboratorio dell’ospedale Sacco di Milano sequenziano la nuova variante. Da qui, l’avvio dell’attività di contact tracing sia in Campania che in Lombardia, per il tracciamento dei contatti.

vaccino

LA RICERCATRICE ILARIA CAPUAIlaria Capua, a capo dell’One Health Center dell’università della Florida, sostiene che sta accadendo «solo quello che è normale che succeda. Ho detto tantissime volte che questo virus non andrà via, l’ho ripetuto, anche con grande frustrazione e dispiacere, ma è così - spiega -. Non c'è nulla di sorprendente in quello che sta accadendo, è successo con altre pandemie e con altre malattie infettive. Non capisco la sorpresa. Sappiamo che, più il virus circola in popolazioni non vaccinate e più è possibile che si selezionino delle varianti. Sappiamo che in Africa il tasso di copertura vaccinale è bassissimo, che alcune varianti ci daranno filo da torcere, che non è detto che quest’ultima sia fra queste».

ilaria capua

Ilaria Capua

Secondo Capua «prima di terrorizzare le persone e di far partire l’allarme che percepisco, bisogna analizzare Omicron e fare molte valutazioni. Gli europei devono rendersi conto che l'unico strumento di cui disponiamo è il vaccino», afferma. «Le uniche cose che servono sono quelle che sappiamo - continua -. Rispettare le distanze di sicurezza, evitare i luoghi affollati senza protezione, soprattutto se non si è vaccinati, non stare tutti appiccicati, e alzare il più possibile il muro della vaccinazione, ovvero lo strumento più adeguato a gestire il momento che stiamo vivendo». «Nel mio ultimo libro - spiega Capua - scrivo che il vulnus principale di questa emergenza è il negazionismo e cioè il fatto che, quando l’allarme è stato dato, vari fra i leader del mondo occidentale, hanno avuto atteggiamento negazionista e questo ha influenzato l’opinione dei loro elettori. Negli Stati Uniti tante persone credono ancora che il Covid non esista».

«IL PAESE E' PROTETTO». «Ogni mese, nello stesso giorno, tutti i 70 centri inviano all’Iss le sequenze dei genomi virali estratti da campioni scelti casualmente, non solo dagli ospedalizzati ma anche dai tamponi degli asintomatici: come si sa oggi moltissimi si fanno il tampone per via del Green Pass. Questo permette all’Iss di avere ogni mese una fotografia puntuale della diffusione delle varianti sul territorio. Poi noi di routine analizziamo di giorno in giorno due tipi di campioni: una parte scelti casualmente e una parte di campioni mirati». Lo ha detto Antonia Ricci, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe).

antonia ricci

Antonia Ricci

Quanto tempo serve per cercare una variante? «Per un sequenziamento completo servono 5-7 giorni. Ma abbiamo anche una procedura più rapida, che usiamo soprattutto sui campioni sospetti, dove andiamo a sequenziare non tutto il genoma del virus, ma solo la porzione che è più probabile abbia mutazioni interessanti: la proteina Spike».

Siete ottimisti rispetto a Omicron? «Serviranno 1-2 settimane per capire l’evoluzione di questa variante. Ma avendo un alto tasso di vaccinati, l’Italia è messa meglio di altri Paesi. E il sistema di monitoraggio è capillare e funziona bene».

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