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Terremoto su Finalpia: presidente e Cda si dimettono

Il nuovo gestore chiede sconti. Senza una guida la Fondazione opera pia marina climatica

Dario Dolci

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20 Novembre 2021 - 16:19

Terremoto su Finalpia: presidente e Cda si dimettono

CREMA - Terremoto su Finalpia. Il presidente Pierpaolo Soffientini e l'intero Cda della Fondazione Opera Pia che amministra la ex colonia marina, oggi trasformata in hotel del Golfo, hanno rassegnato le dimissioni.

LA COMUNICAZIONE DEL SINDACO. La comunicazione è stata data questa mattina dal sindaco Stefania Bonaldi ai capigruppo in consiglio comunale. Nella riunione sono emerse anche le contestazioni sollevate dal nuovo gestore Hyma, che portano a chiedere un notevole ridimensionamento dei termini economici dell'accordo di rent to buy sottoscritto a agosto.

Hyma chiede che l'affitto triennale passi da 300 a 200 mila euro all'anno e che il prezzo di acquisto finale sia di 8,5 anziché 10 milioni di euro. Un grosso problema per la Fondazione, oberata da debiti e difficilmente nelle condizioni di aprire un contenzioso che rischierebbe di bloccare la situazione per anni.

LE DIMISSIONI DEL PRESIDENTE. Tornando alle dimissioni di Soffientini, il presidente ha scritto una lettera al sindaco per motivarle. «La mia disponibilità - afferma l'ormai ex presidente di Finalpia – viene offuscata da un utilizzo pretestuoso delle situazioni al solo scopo di incrementare visibilità e polemiche, senza attenzione alla reale situazione delle questioni e senza memoria di quanto da me e da chi con me ha collaborato è stato realizzato».

Chiaro il riferimento alle polemiche politiche sollevate dalla minoranza, con reiterate richieste di dimissioni del Cda. Dimissioni oggi protocollate e accettate, ma che non risolvono il problema. Anzi, lo complicano. La fase che si apre è delicatissima. Hyma ha chiesto di rinegoziare le condizioni sottoscritte a metà agosto. La società modenese, una Srl con capitale sociale di 10 mila euro, contesta la scarsa manutenzione dell'Hotel del Golfo e il fatto che la Regione Liguria abbia fatto decadere la certificazione per le quattro stelle. Contesta inoltre che il numero di camere utilizzabili è inferiore a quello riportato sul bando e aggiunge che sono in atto contenziosi con i confinanti.

VERSO UNA CAUSA CIVILE? Se i rilievi siano fondati o meno è tutto da verificare, ma a questo punto, o il nuovo Cda della Fondazione che verrà nominato dal sindaco accetterà di rivedere le condizioni economiche, oppure la strada è quella di una causa civile. La Fondazione, i cui debiti non sono lontani dai due milioni di euro, può permetterselo? Di sicuro, rispetto al precedente accordo, Hyma vuole risparmiare 1,8 milioni: 300 mila in tre anni per gli affitti e 1,5 milioni sull'acquisto finale. Il timore è che nel frattempo qualche creditore possa presentare un'ingiunzione di pagamento. La stessa banca che ha concesso il mutuo (oltre un milione) aveva dato tempo fino al 31 dicembre per iniziare il pagamento delle rate. Nella riunione di ieri del sindaco con i capigruppo non è stata prospettata alcuna soluzione. Ulteriori valutazioni sono state rimandate ai prossimi giorni.

«Le dimissioni del Cda - commenta Andrea Agazzi, capogruppo della Lega - arrivano in un momento difficile e ciò mi dispiace, anche se ognuno è libero di compiere le proprie scelte. L'amministrazione comunale deve fare una riflessione sul percorso portato avanti in questi anni, ma occorre l'umiltà di non pensare di essere sempre nel giusto. Spero che la lezione sia servita. Di sicuro, il nuovo Cda si troverà a gestire una patata incandescente».

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