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Festival «Acquedotte»: nessun abuso d’ufficio

Due anni fa l’inchiesta dei carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro: avevano ipotizzato un’assegnazione irregolare. Archiviata la posizione dell’allora dirigente del Comune Quaglia

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

18 Novembre 2021 - 19:43

Festival «Acquedotte»: nessun abuso d’ufficio

CREMONA - Nessun abuso d’ufficio: va in archivio il caso del Festival Acquedotte, nel 2019 finito nell’inchiesta dei carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro. Due anni fa, ipotizzarono un sistema irregolare di assegnazione diretta, da parte del Comune, dell’organizzazione e dell’allestimento dell’evento che nel luglio di quello stesso anno riempì piazza del Comune con quattro concerti.

IL GUP. Il gup Elisa Mombelli ha accolto la richiesta del pm Milda Milli e archiviato l’indagine inizialmente aperta solo nei confronti di Maurizia Quaglia, all’epoca dirigente del Comune del settore Cultura e Musei city branding, ora in pensione e domenica scorsa tra gli ex dipendenti comunali premiati con l’attestato di merito.

LA MANAGER. La manager Quaglia operò correttamente. Sotto i 40 mila euro non c’era bisogno di un bando pubblico, sopra sì. I quattro concerti organizzati da Shining costarono complessivamente 86.171 euro al Comune, che, però, frazionò il pacchetto.

In particolare, il concerto del 9 luglio dei Franz Ferdinand costò 35.400 euro più Iva al 10 % per un totale di 38.940 euro; lo show dei Jethro Tull del 15 luglio, 20 mila euro più Iva al 10 % per un totale di 22mila euro; il concerto dei Negrita del 19 luglio, 13.600 euro più Iva al 10% per un totale di 14.960 euro e, infine, l’evento del 22 luglio di Radio Bruno è costato 4.600 euro più Iva al 10 % per un totale di 5.060 euro in una prima tranche e altri 5.221 euro in una seconda.

Nell’affidare l’incarico diretto, la dirigente Quaglia non si procurò alcun vantaggio né lo procurò a chi organizzò i concerti. Ovvero Fulvio De Rosa, uno degli imprenditori dell’intrattenimento musicale in Italia, uno dei più eclettici. Direttore generale di Shining Production e del Live Club di Trezzo sull’Adda, fa parte della rete KeepOn Live, l’associazione di categoria dei live club e festival italiani ed è consigliere di Assomusica, l’associazione di produttori e organizzatori di musica dal vivo. Insomma, uno che di concerti ne sa, De Rosa.

Sotto tiro del Nucleo Ispettorato del Lavoro, ma non della Procura, con De Rosa due anni fa finì anche Roberto Buttarelli, socio amministratore della società di installazione e manutenzione di impianti elettrici Electra Service snc con sede a Viadana (Mantova). Il Nucleo Ispettorato del Lavoro li denunciò in concorso con la dirigente Quaglia. Ma una volta esaminati gli atti trasmessi in Procura, l’uno e l’altro non furono neanche iscritti nel registro degli indagati.

«Non ho mai avuto dubbi che l’accusa avesse fondamento. Sono contento per la dottoressa Quaglia che le cose siano andate nel senso auspicato», ha commentato l’avvocato Cesare Gualazzini, legale della ex dirigente del Comune. Caso chiuso.

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