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La mobilità: bus e treno «dimenticati» dai cremonesi, paura del contagio

Ecco gli effetti della pandemia e il timore dei mezzi affollati nel sondaggio della Regione e di Aria. L’85% dei cremonesi intervistati non ha rinnovato l’abbonamento. Scelte sempre più sostenibili

Elisa Calamari

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redazioneweb@laprovinciacr.it

18 Novembre 2021 - 05:25

La mobilità: bus e treno «dimenticati» dai cremonesi, paura del contagio

CREMONA - Se prima del Covid l’idea di spostarsi in treno, bus o metro era la normalità, da quando è scoppiata la pandemia i mezzi pubblici sono spesso considerati, e additati, come veicoli di propagazione del contagio: troppo affollati, poco aerati, in qualche caso non abbastanza puliti. Che questi siano luoghi comuni o meno, a confermarli è l’indagine «Gli effetti della pandemia sulla mobilità in Lombardia», realizzata dalla Regione con il supporto di Aria Spa: emerge che dopo il lockdown il 59% delle persone intervistate ha affermato di avere cambiato le proprie abitudini in fatto di spostamenti e mezzi di trasporto. Insomma, più biciclette (o addirittura monopattini) e meno pullman.

IL QUESTIONARIO A CREMONA. Per quanto riguarda Cremona, il questionario, lanciato il 31 maggio e diffuso anche tramite i vari social fino al 25 luglio scorso, ha coinvolto 166 persone e circa il 70% di esse aveva un abbonamento a mezzi di trasporto pubblici prima del marzo 2020. Poco più del 30% ha continuato ad utilizzare bus o treni anche durante il lockdown per ragioni lavorative, ma l’85% dei cremonesi in questione ha deciso di non rinnovare il proprio abbonamento.

bici

SMART WORKING. Interessante il dato relativo allo smart working, che sicuramente ha inciso e incide anche oggi parecchio sulle scelte: in Lombardia Cremona è fanalino di coda, con solo il 55% degli intervistati che ne ha usufruito. Infine le domande relative al futuro: ai partecipanti è stato chiesto se nei prossimi anni pensano di tornare ad utilizzare le modalità di trasporto del passato e con ottimismo il 75% ha risposto sì. Per il momento però solo il 25% ha già deciso di riacquistare abbonamenti a treni, bus o metro.

LE CONCLUSIONI. Fra le conclusioni generiche dello studio si legge che «la variazione dei comportamenti di mobilità sembra essere legata in modo prevalente alla possibilità di fare smart working, fenomeno che potrà presumibilmente incrementare la propria rilevanza nei prossimi anni, ed alle eventuali restrizioni normative che invece potrebbero divenire meno impattanti». Ma ad influenzare le decisioni, soprattutto nel corso del 2020, c’è senza dubbio anche la paura dei contagi. L’aspetto positivo è la «tendenza a favore di scelte modali più sostenibili soprattutto in ambito urbano (bici e monopattini) e sebbene possa crescere l’utilizzo dell’auto – si legge fra le conclusioni –, anche il trasporto pubblico potrà beneficiare degli effetti di medio-lungo periodo del post-pandemia».

monopattino

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