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PALAZZO PIGNANO

Il pm chiede l’ergastolo per Zanoncelli, accusato di aver ucciso la moglie

L’anziana madre e i fratelli della donna chiedono "scusa Morena" per non averla aiutata e un risarcimento simbolico di 10 euro a testa

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

15 Novembre 2021 - 13:50

Il pm chiede l’ergastolo per Zanoncelli, accusato di aver ucciso la moglie

Morena Designati e gli inquirenti nella villetta di Palazzo Pignano

PALAZZO PIGNANO/CREMONA - Il pm Milda Milli ha chiesto alla Corte d'Assise di condannare all’ergastolo Eugenio Zanoncelli, 57 anni, l’operaio della Bosch di Offanengo accusato di aver ucciso la moglie Morena Designati, 49 anni, affetta da sclerosi multipla grave, la sera del 24 giugno del 2020 nella loro villetta in via De Nicola a Palazzo Pignano. “Questa è una vicenda che lascia l’amaro in bocca - ha detto  il pm -. È una  tragedia che si sarebbe potuta evitare. Morena soffriva di sclerosi multipla progressiva grave, ma con le cure si poteva tenere sotto controllo. Peccato che dal 2019 non si sia sottoposta più ai controlli. Era una donna totalmente indifesa, malata, che si è attaccata  alla vita fin che ha potuto”.

QUEI LIVIDI SUL CORPO

Il pm ha poi parlato dei lividi sul corpo della donna, visti sia dalle sue ex colleghe di lavoro sia dalla sorella, dell’isolamento forzato della vittima, che «complice anche il lockdown, non aveva più avuto contatti con l’esterno, nemmeno con la propria famiglia di origine”. Per il pm, quando l’imputato aveva colpito la moglie con un pugno e con una delle stampelle, non poteva non prevedere le conseguenze nefaste che ne sarebbero derivate su un corpo così debole. “Ha previsto l’evento e quando la moglie era a terra dopo essere stata colpita, lui non ha chiamato i soccorsi, si è fatto la doccia, segno di distacco e di totale differenza”.  

RISARCIMENTO SIMBOLICO

«Una donna barbaramente colpita con una stampella», ha sottolineato Alessandro Porchera, l’avvocato di parte civile dell’anziana madre e dei tre fratelli di Morena, ai quali «non interessano i soldi: il risarcimento deve andare a nostro nipote. Per questo chiediamo un risarcimento simbolico di 10 euro a testa. Soprattutto, noi dobbiamo chiedere scusa a Morena perché non l’abbiamo aiutata. In questo sì, siamo colpevoli». L’avvocato della difesa Maria Laura Quaini ha invece insistito sull’omicidio preterintenzionale, sostenendo la non intenzione, da parte dell’imputato, di uccidere la moglie. La sentenza sarà emessa il 22 novembre prossimo

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