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Allarme Fondazione Busi: «Gli organici sono grave in sofferenza»

La denuncia del sindacato di base all’incontro sulla casa di riposo. Nel corso del dibattito emerse criticità come il mancato riconoscimento salariale

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

13 Novembre 2021 - 09:25

Allarme Fondazione Busi: «Gli organici sono grave in sofferenza»

CASALMAGGIORE - «Nelle rsa c’è una gravissima carenza di organico e negare l’evidenza non serve a nulla». Parole di Francesco Signorelli, sindacalista di Usb sanità privata, l’organizzazione che ieri sera ha organizzato nell’Auditorium Santa Croce una assemblea dedicata alla situazione della Fondazione Conte Carlo Busi. Una quarantina i presenti, quasi tutti operatori e operatrici del settore, a parte i consiglieri comunali di minoranza Pierluigi Pasotto (Cnc) e Gabriel Fomiatti (Listone) e alcuni famigliari. Assenti i rappresentanti del cda della Fondazione ed esponenti della maggioranza. L’introduzione è stata di Luca Erfini, della federazione Usb di Cremona, che ha sottolineato come il suo sindacato abbia sempre cercato di «mantenere il ruolo pubblico nelle case di riposo». Signorelli ha spiegato che Usb «si fregia dell’appellativo “conflittuale” perché usiamo il conflitto per portare a casa risultati per i lavoratori quando non ci sono altri sistemi. A dicembre 2019 siamo entrati in contatto con lavoratrici deluse del Busi per problemi organizzativi ma il rapporto con la dirigenza non è stato proficuo».

Pietro Cusimano, dell’esecutivo nazionale Usb, ha anticipato che oggi a Milano verrà presentato un report di Amnesy sulle condizioni dei lavoratori delle rsa e ha fatto un excursus sulla storia delle Ipab, come si chiamavano un tempo le rsa: «Erano tutte pubbliche, in Lombardia ora ci sono 723 rsa, di cui 49 pubbliche e il resto private, dopo la riforma del 2003». Questo, secondo l’Usb, ha portato ad un peggioramento. Cusimano, in riferimento al periodo della pandemia, ha aggiunto che i controlli nelle rsa da parte degli enti preposti sono stati tardivi, farraginosi. Nel dibattito sono emerse le criticità presenti, a partire dal mancato riconoscimento salariale rispetto alle funzioni svolte. Signorelli ha precisato che Usb «non firma i contratti nazionali perché fanno schifo». Da più parti è emersa la difficoltà del personale a riuscire a dedicare il tempo che ogni ospite meriterebbe. «Non si capisce perché non vengano assunte le persone che servono». Da un famigliare è stato sottolineato che ieri sera molti dipendenti non hanno parlato perché intimoriti dagli atteggiamenti tenuti in passato dalla dirigenza. Pasotto ha sottolineato che i dipendenti andrebbero valorizzati perché svolgono un lavoro molto difficile e faticoso.

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