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Bus dirottato, a febbraio il processo in Cassazione di Sy

Legò gli studenti con fascette da elettricista e armato di pistola, coltello, accendigas, dirottò il pullman cosparso di benzina verso Linate

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

11 Novembre 2021 - 09:51

Bus dirottato, a febbraio il processo in Cassazione

Ousseynou Sy

CREMA - È fissato per il 3 febbraio prossimo in Cassazione il processo nei confronti di Ousseynou Sy, l’ex autista di Autoguidovie condannato dalla Corte d’Assise d’appello di Milano a 19 anni di reclusione, rispetto ai 24 inflitti in primo grado, per il sequestro, il 20 marzo del 2019, di 50 studenti, due professori e la bidella della scuola media Vailati. Sequestro e attentato a scopo terroristico.

Sy legò gli studenti con fascette da elettricista e armato di pistola, coltello, accendigas, dirottò il bus cosparso di benzina verso Linate.

Per la Corte d’Assise d’Appello, la finalità di terrorismo va cercata nel suo terrificante video girato giorni prima: «Meritate il dolore più grande».

MOTIVAZIONE DELLA SENTENZA BIS. Nella motivazione della sentenza bis, i giudici hanno scritto: «Non si può e non si vuole dubitare dell’autentico turbamento, della grande emotività, dell’intima sofferenza patita, e via via accumulata, da Sy Ousseynou di fronte al ripetersi di tragedie umanitarie sofferte dai migranti, anche bambini, ma proprio per questo», la finalità terroristica va cercata «non tanto in quello che ha dichiarato a sua difesa», da imputato, «ma in quello che ha dichiarato nel video registrato in occasione dell’ennesima ecatombe nel mar Mediterraneo di un paio di settimane precedenti al suo programmato gesto illecito, che è un vero e proprio proclama contro coloro ch’egli reputa i responsabili di detta ennesima tragedia: il Governo italiano e, in special modo, colui che pro tempore rivestiva la carica di ministro dell’Interno (Matteo Salvini, Ndr) per le sue continue dichiarazioni alla stampa sulla bontà e doverosità dei respingimenti, nonché tutti gli italiani tacciati d’essere disumani, indifferenti ed avidi». 

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