Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

OPERAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA

Reddito di cittadinanza, sventata truffa di oltre 60 milioni di euro: denunciate 9 mila persone

Arresti e perquisizioni dei finanzieri del Comando Provinciale di Cremona e Novara: 16 le ordinanze di custodia cautelare in carcere, due degli arrestati sono residenti in città

La Provincia Redazione

Email:

redazioneweb@laprovinciacr.it

11 Novembre 2021 - 08:00

Reddito di cittadinanza, sventata truffa di oltre 60 milioni di euro: denunciate 9 mila persone

CREMONA - Militari appartenenti al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cremona e di Novara, su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Milano, hanno eseguito 16 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di soggetti facenti parte di un sodalizio criminale finalizzato al conseguimento di pubbliche erogazioni ed alle estorsioni.

Gli arresti, disposti all’esito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano, hanno consentito di disarticolare una associazione a delinquere capeggiata da cittadini di etnia rumena tesa a favorire l’erogazione del Reddito di cittadinanza a persone prive dei requisiti previsti dalla legge.

700

DUE DEGLI ARRESTATI SONO RESIDENTI A CREMONA. Tra i 16 finiti in carcere due risiedono a Cremona. Sono: Catalin Tanase, classe 1994, e Claudiu Tanasie, classe 1979, entrambi rumeni.

IL SODALIZIO CRIMINALE. I compiti e le funzioni all’interno del sodalizio criminale erano ben precisi e delineati. I promotori avevano il compito di procurare i documenti ed i nominativi di propri connazionali avvalendosi anche dell’ausilio di complici operanti all’estero. Tali documenti venivano poi consegnati, tramite persone di fiducia, ai titolari compiacenti di CAF i quali predisponevano e compilavano la falsa documentazione di supporto alla domanda (DSU e codice fiscale). Successivamente altri membri erano incaricati di ritirare le card presso gli uffici postali.

Le attività investigative, orientate e supportate anche dalle approfondite analisi condotte dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza condotte in stretta sinergia con l’I.N.P.S., hanno fatto emergere significativi elementi di responsabilità in capo ai titolari dei CAF coinvolti.

L’analisi di oltre 14.000 posizioni da parte delle Fiamme Gialle di Cremona e Novara ha consentito di far emergere 9.000 false istanze per una truffa di oltre 20 milioni di euro. La sinergica e proattiva azione di contrasto condotta dalla Guardia di Finanza unitamente all’INPS ha consentito di interrompere i pagamenti evitando così l’ulteriore indebita percezione di oltre 60 milioni di euro.

Nonostante le perquisizioni, gli interrogatori ed i sequestri effettuati nel corso delle indagini, i membri del sodalizio hanno continuato nella loro condotta criminosa utilizzando i medesimi documenti per ottenere il Reddito di emergenza.

MINACCE E INTIMIDAZIONI. Con minacce ed intimidazioni hanno obbligato i titolari di altri CAF operanti tra la Lombardia e l’Emilia Romagna ad inoltrare oltre 1.200 domande che hanno causato una ulteriore truffa per 1,5 milioni di euro. L’azione di contrasto ha consentito anche in questo caso di interrompere le illecite erogazioni.

Le 16 persone tratte in arresto, tra le quali anche i titolari dei centri di assistenza fiscale dell’area milanese, sono state poste a disposizione dell’autorità giudiziaria milanese. Le indagini evidenziano il ruolo chiave della Guardia di Finanza quale polizia economico-finanziaria contro l’indebito accesso a prestazioni assistenziali e a misure di sostegno al reddito che genera iniquità e mina la coesione sociale.

 

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • lanzimb

    11 Novembre 2021 - 08:17

    cancellazione immediata di questa schifezza italiana.

    Report

    Rispondi