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Ex scuola di Cl, casa di riposo anziché aule

Gruppo bresciano in campo. Il liquidatore della fondazione Charis conferma: richiesti i progetti di quanto realizzato ai Sabbioni

Dario Dolci

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09 Novembre 2021 - 05:50

Ex scuola di Cl, casa di riposo anziché aule

CREMA - Una casa di riposo nella ex scuola di Cl. Nei giorni scorsi, il commissario liquidatore Alessandro Bani ha chiesto al progettista, Massimiliano Aschedamini, altra documentazione sul cantiere avviato nel 2009, chiuso dopo un anno e mezzo di lavori e mai terminato. La Charis, la fondazione che si era proposta di realizzare il campus scolastico, è infatti in liquidazione dal febbraio dal 2013.

«Si tratta di una società bresciana — conferma l’interessamento lo stesso Bani — ma finora le trattative le porta avanti un intermediario. Già mi avevano chiesto della documentazione in passato, ora a distanza di tempo ne hanno sollecitata dell’altra».

LOTTO PRINCIPALE. L’eventuale vendita, dopo la serie di aste andate deserte, potrà avvenire con trattativa privata. «L’interessamento è per il lotto principale — prosegue il commissario — quello maggiormente edificato. Il valore era stato autorizzato dal giudice del Tribunale di Cremona, all’epoca della proposta di acquisto avanzata dalla Sanitas (diagnostica Ndr), vale a dire un milione e 150 mila euro. Se chi formalizzasse la proposta risultasse affidabile, chiederei nuovamente l’autorizzazione del giudice; ma penso che a quella cifra si possa proprio vendere».

Dopo il fallimento della trattativa con la Sanitas, che ha anche vinto la causa intentata dallo stesso curatore per non essersi presentata al rogito, avendo comunque ottenuto dal Comune il cambio di destinazione d’uso (da scolastico a servizi sanitari), Bani avrebbe voluto dare corso a una nuova serie di aste. Vale a dire la quarta. Ma l’interessamento della società bresciana lo ha portato a soprassedere.

«Vedremo se l’interesse si concretizzerà — conclude il professionista — diversamente dovrò far ripartire le aste. Sono anni, ormai, che siamo alla ricerca di una soluzione. Anche la politica si è data da fare per trovare una via d’uscita al recupero del cantiere. Rimango comunque dell’idea che la cosa migliore per riutilizzare l’edificio sarebbe una scuola, ma la Provincia ha scelto di percorrere un’altra strada per il Polo didattico». Anche quella lunghissima e piena di buche, proprio come quella del recupero dell’ex scuola di Cl.

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