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«Plasticfree», alunni in campo «come supereroi»

A SpazioComune i 22 scolari della primaria Bianca Maria Visconti

Antonio Guerini

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aguerini@laprovinciacr.it

05 Novembre 2021 - 05:55

«Plasticfree»,  alunni in campo «come supereroi»

CREMONA - Ventidue nuovi e giovanissimi «supereroi» in campo, da ieri, per combattere l’abbandono e l’eccessivo uso della plastica. L’adesione è arrivata spontanea al termine dell’incontro/lezione tenuto da Marco Barbieri dell’associazione Plasticfree di Cremona.

Ad ascoltarlo e, soprattutto, a partecipare attivamente nella sala eventi di SpazioComune di piazza Stradivari i 22 alunni della classe seconda B della scuola Bianca Maria Visconti, appartenente all’Istituto comprensivo 4 diretto da Barbara Azzali. Ad accompagnarli le maestre Chiara Ghiggi e Beatrice Sozzini.

LEZIONE PARTECIPATA. Lezione partecipata si diceva: tante mani alzate, altrettante domande, interventi, curiosità da soddisfare. In cattedra Barbieri, non nuovo a simili esperienze, tanto che è subito riuscito a creare il giusto feeling: «Per me — ha detto — è un’emozione spiegare ai bambini e il messaggio arriva eccome». Un’ora abbondante riempita con slide, brevi filmati e informazioni, ad esempio, sul corretto smaltimento dei rifiuti. Va detto, al riguardo, che gli alunni erano preparatissimi: non un errore.

Plasticfree, va spiegato, è un’associazione attiva a Cremona dall’estate del 2010. Conta circa 700 volontari che partecipano alle varie iniziative pubbliche. Segno inequivocabile della sensibilità ambientale che sta raccogliendo sempre più sostenitori. Anche in «erba» come testimoniato ieri.

Il logo che ha fatto da filo conduttore era una tartaruga «perché è in difficoltà». E a renderle la vita difficile è la plastica: le immagini di una tartaruga marina liberata da una rete da pesca hanno ammutolito gli alunni. A corredo le altre informazioni, semplici e dirette: dopo aver mangiato la plastica gli animali muoiono. Nulla di emotivamente impattante, ma quasi un gioco con i supereroi protagonisti appunto, che avranno compiti precisi: evitare ad esempio che la gente butti i rifiuti dove non devono, spiegare i danni che la plastica abbandonata o gettata in un corso d’acqua può produrre.

In aiuto è arrivata la storia di Camilla, una bimba che chiede al papà di poter bere da una bottiglietta in plastica e poi - non trovando cestini porta rifiuti, butta il contenitore in un fiume. Il coro di «noooo» ha detto tutto.

Poi una sorta di decalogo, semplici e quotidiani accorgimenti: adoperare una borraccia, chiedere ai genitori di adoperare borse in tela quando fanno spesa, acquistare frutta che non sia conservata in involucri di plastica, e pure il «no» ai palloncini durante le feste. «Se usiamo la plastica — l’appello finale — mettiamola poi nel contenitore giusto».

E infine le mascherine, «problema» sollevato dagli stessi alunni. Migliaia quelle che vengono smaltite ogni giorno. Ce ne sono così tante che capita di vedere qualche animale con una mascherina infilata al collo.

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