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CORONAVIRUS. IL LAVORO

Green pass obbligatorio dal 15: imprese pronte

Il presidente degli Industriali Stefano Allegri: «Gli imprenditori faranno la loro parte, non ci sono segnali di contestazione»

Elisa Calamari

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redazioneweb@laprovinciacr.it

11 Ottobre 2021 - 06:15

Green pass obbligatorio dal 15: imprese pronte

CREMONA - In attesa degli emendamenti che potranno essere presentati fino al 15 ottobre, con conseguenti possibili modifiche alla norma base che prevede l’obbligo di Green pass sui luoghi di lavoro, le aziende sono alle prese con una serie di nodi (stretti) da sciogliere: dalla questione privacy che pende sui controlli, fino alle probabili contestazioni da parte di alcuni dipendenti.

Fra le modifiche al decreto caldeggiate da parte della politica, c’è poi quella sulla durata del certificato verde rilasciato attraverso un tampone negativo: per il leader del Carroccio, Matteo Salvini, va portata a 72 ore per ridurre così i costi – circa 200 euro al mese – a carico del lavoratore non vaccinato.

allegri

Stefano Allegri

Stefano Allegri, presidente dell’Associazione Industriali della provincia di Cremona, precisa innanzitutto che le aziende sono pronte a fare la loro parte. Come avvenuto fino ad ora: se serve per garantire l’apertura, con l’alternativa chiusura che non è nemmeno da prendere in considerazione, non si lasceranno cogliere impreparate.

«Qual è la portata del fenomeno a livello locale? La questione riguarda il 100% dei lavoratori – dice Allegri – ma chiaramente la differenza precisa fra coloro che hanno fatto il vaccino e coloro che dovranno invece fare i tamponi, sarà per noi una sorpresa: lo capiremo nel momento in cui entrerà in vigore il provvedimento. Tenendo però conto dell’andamento della campagna vaccinale in Lombardia, con una copertura che si assesta sull’84%, presumiamo un impatto al massimo del 16%. Il discorso vale anche per Cremona, dove date le percentuali credo che non ci saranno grosse problematiche o contestazioni. Sicuramente potremo avere qualche caso isolato, ma per ora non abbiamo sentore di particolari agitazioni aziendali».

Sul fronte controlli, c’è molta aspettativa nei confronti di sistemi di verifica automatizzati. Come una App sviluppata da Sogei, società controllata dal ministero del Tesoro, che consentirebbe il controllo asincrono tramite un elenco di codici fiscali dei dipendenti.

«Questa App potrebbe semplificare di molto l’attività di verifica in azienda e l’aspetto privacy – continua Allegri –. Il tema privacy, infatti, deve essere snocciolato nel momento in cui le verifiche vengono fatte da una persona, un po’ meno se si utilizzano invece sistemi automatici come ad esempio un’apertura tornello automatizzata. Sistemi che in certi casi servirebbero comunque per creare un filtro, ovvero per impedire a chi non è in possesso di Green pass di entrare in azienda».

I sistemi automatizzati, però, possono tradursi, ancora una volta, in costi a carico dell’azienda. «Partiamo dal presupposto – dice il presidente degli Industriali – che le aziende hanno affrontato periodi di chiusura molto lunghi e senza interventi di aiuto almeno inizialmente. Poi sono arrivate le riaperture, a fatica, e gli imprenditori hanno veramente fatto di tutto per ripartire. Ricordo che è anche stato firmato un accordo con i sindacati per un protocollo sicurezza Covid e che ci sono controlli integrativi per potere lavorare. Quindi non ci spaventa doverci mettere, di nuovo, qualcosa in più. Se la domanda è ‘trova giusto che le imprese si facciano carico anche di questo?’, la risposta è no. Ma se è l’unica soluzione per assicurare l’apertura, le imprese non si sottraggono. Se è da fare, lo si fa. Non c’è alternativa».

Per Allegri i controlli nelle aziende non devono però far venire meno un punto saldo, cruciale, sul quale a suo avviso bisogna continuare a fare molto: la sensibilizzazione sulla campagna vaccinale. «Ci crediamo tantissimo perché l’imposizione deve sempre essere l’ultima cosa. Una campagna di informazione e sensibilizzazione è da portare avanti in contemporanea con l’obbligo del Green pass, le persone devono essere convinte e persuase attraverso i dati oggettivi».

Infine, sull’ipotesi di estensione da 48 a 72 ore del certificato concesso con tampone negativo, Allegri commenta: «Se ad estendere la durata è il Comitato tecnico scientifico, e quindi qualcuno che ha competenze per stabilire che 72 ore possono non rappresentare un rischio, a me va bene. Se invece si tratta di un compromesso politico, è un altro discorso. Mi auguro, quindi, che qualsiasi scelta venga presa abbia dietro una motivazione medico-scientifica».

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