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CORONAVIRUS. DA VENERDI' 15

Green pass obbligatorio per i lavoratori, nelle farmacie è corsa al tampone

Sono già migliaia le richieste, lunedì 18 si attende il picco con ripercussioni sull’attività ordinaria

Bibiana Sudati

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redazioneweb@laprovinciacr.it

11 Ottobre 2021 - 06:10

Green pass obbligatorio per i lavoratori, nelle farmacie è corsa al tampone

Tamponi in farmacia in una foto d'archivio

CREMONA - Pochi giorni e poi sarà Green Pass obbligatorio per tutti i lavoratori. E anche a Cremona la corsa ai tamponi intrapresa da chi non si è ancora vaccinato e da chi, con convinzione, non intende affatto sottoporsi alla profilassi anti-Covid, è nel pieno. Dopo le prime settimane di intenso lavoro, le farmacie cremonesi si attendono giornate campali, peggio di quelle già trascorse nel prenotare ed effettuare il test ogni 48 ore. Migliaia le richieste che stanno fioccando con il rischio di ingorghi e caos.


«Venerdì 15, primo giorno di entrata in vigore della nuova norma, e lunedì 18 ci aspettiamo il picco – spiega la dottoressa Rosanna Galli presidente di Federfarma —. Le agende di tutti sono piuttosto sovraffollate, con il rischio di ripercussioni sull’attività ordinaria: le farmacie infatti devono continuare ad erogare e garantire anche tutti gli altri servizi. Ogni collega si sta organizzando in base alla propria situazione e alle esigenze dei clienti. Nel mio caso, ad esempio, abbiamo dedicato la fascia oraria che sarebbe normalmente di chiusura, dalle 13 alle 15, ai tamponi per avere la possibilità di seguire le procedure con la dovuta calma e attenzione».

Procedure che richiedono tra i 15 e i 20 minuti l’una per arrivare all’esito. Alcune farmacie hanno prenotazioni che vanno fino a dicembre, altre invece preferiscono non andare oltre ai dieci-quindici giorni, come nel caso della dottoressa Galli con attività in via Bissolati per non creare ingolfare il sistema: «Il nodo è rappresentato dalla domanda che si concentra soprattutto nelle fasce del primo mattino o della sera tardi – spiega ancora la presidente – . A questa sorta di programmazione che ogni persona fa in base ai suoi impegni lavorativi, si sommano le richieste dell’ultima ora: persone che magari hanno una cena, un pranzo, una cerimonia alla quale non possono assistere senza il Green Pass». 

Il costo di ciascun tampone è di 15 euro. Ogni settimana, per stare dentro le norme, ne servono almeno tre, che moltiplicati per quattro settimane rappresentano un investimento mensile di 180 euro

Qualcuno chiede prezzi calmierati, altri pacchetti sconto come al supermercato: «Il costo di ciascun tampone è di 15 euro – dice perentoria Galli – . Ogni settimana, per stare dentro le norme, ne servono almeno tre, che moltiplicati per quattro settimane rappresentano un investimento mensile di 180 euro».

Non poco, ma resta sempre la carta del vaccino gratuito, che però i No vax continuano a rifiutare. Il contatto diretto con il popolo dei non vaccinati, però, offre la possibilità ai farmacisti di cercare di fare informazione e convincere gli indecisi e chi, soprattutto per paura, è restio a farsi vaccinare.

«In base alle nostre liste – osserva Galli – sto notando che il numero delle persone vaccinate sta crescendo. Il numero dei tamponi che stiamo effettuando è in parte a carico delle persone che nonostante abbiano completato la profilassi stanno aspettando di ricevere il Green pass».

Anche a Porta Venezia ci si attende l’ondata questa settimana e per questo si è incrementata l’offerta: più orari e più infermieri (sei in totale) che si occupano dei tamponi. «Ma il problema non è l’organizzazione – sottolinea il titolare Guido Ziliotti, al lavoro anche ieri – quanto piuttosto il sistema regionale che si blocca molto spesso e non permette il rilascio della certificazione. Anche questa mattina (ieri ndr) c’è stato un black out di un’ora con conseguente ritardo su tutta la tabella di marcia, già piuttosto densa anche di domenica».

Ed è sempre Ziliotti ad evidenziare il ruolo di sentinelle sanitarie che le farmacie stanno svolgendo: «Stiamo vedendo diversi positivi asintomatici – afferma con preoccupazione il farmacista –. Anche situazioni rischiose di persone che vivono in comunità sulle quali abbiamo allertato l’Ats. Occorre fare attenzione: non siamo ancora fuori dal guado, non bisogna abbassare la guardia».

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