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IL CASO GIUDIZIARIO

Medico "no vax", per il procuratore "non è stato diffamato"

Francesco Berti aveva querelato giornalisti e autori degli esposti: Roberto Pellicano ha chiesto l'archiviazione

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

28 Settembre 2021 - 19:31

Medico "no vax", per il procuratore "non è stato diffamato"

CREMONA - "Oggi su Facebook ho scritto che il primo che dice che sono un medico no vax, complottista, lo denuncio". Era il 24 aprile scorso. Dalle parole, ai fatti. Perché Francesco Berti, il medico impegnato nella campagna vaccinale che all’hub di CremonaFiere avrebbe spaventato la gente sui vaccini, parlando anche di Satana, li ha poi querelati tutti, dai giornalisti che negli articoli lo avevano definito "no vax", a chi aveva rilasciato dichiarazioni sia al giornale sia all’Asst che aveva raccolto 8 esposti e che contro Berti aveva promosso un’azione disciplinare (il medico si è poi licenziato). Ma per il procuratore della Repubblica, Roberto Pellicano, la diffamazione non c’é. Non è stato denigrato Berti, il medico che «sovrapponendosi alle indicazioni dell’autorità sanitaria, avanzava riserve e dubbi del tutto estemporanei». Il procuratore ha chiesto l’archiviazione per tutti coloro che Berti aveva querelato. Deciderà il gip.

Il medico Berti non ci sta. Contro la richiesta di archiviazione proporrà opposizione al gip. Perché «non è un medico no vax, si è vaccinato, non ha mai fatto proselitismo contro il vaccino all’hub, è stato diffamato». E «se non ci fosse stata la risonanza mediatica, sarebbe ancora al suo posto». Quello di cardiologo e direttore del Centro di Medicina della Sport dell’Asst. Avrebbe continuato a raccogliere anamnesi all’hub. «Se il dottor Berti non fosse mai passato agli onori delle cronaca come medico no vax, se sul sul giornale non vi fosse stato l’invito alla collettività a segnalare il dottor Berti, come se fosse una battaglia tra l’Asst e il dottor Berti, invito a cui sono seguite le segnalazioni, ma in tutte le segnalazioni semmai il dottor Berti ha espresso dubbi sia scientificamente sia dal punto di vista della non possibile efficacia del vaccino, se tutto questo non ci fosse stato, l’Asst non lo avrebbe messo sotto procedimento disciplinare. E così l’Ordine dei medici». Ne è convinto l’avvocato Vito Alberto Spampinato, legale del medico. 

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