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CREMONA

Piante tagliate, il nuovo studio di Aem scatena la polemica ecologista

Si aprono nuovi fronti nella diatriba sul patrimonio arboreo. Contestazioni anche sull'utilizzo di rami e tronchi potati

Massimo Schettino

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mschettino@laprovinciacr.it

23 Settembre 2021 - 06:20

Piante tagliate, il nuovo studio  di Aem scatena la polemica ecologista

CREMONA - Mentre non si placa il caso dei 133 alberi condannati perché giudicati pericolosi per l’incolumità pubblica e privata in seguito alle analisi strumentali e visive (con metodo Vta) effettuate dallo studio associato Miceli Solari, un nuovo studio rischia di portare altre fascine al fuoco della polemica. Aem, infatti, per 30 mila euro ha affidato direttamente, previa acquisizione di preventivi, allo studio torinese William Roca l’incarico per l’esecuzione di analisi identiche sul patrimonio arboreo del Comune. L’affidamento è di maggio e nella determina si specifica l’interesse pubblico che si intende soddisfare: «Pubblica incolumità, mantenimento del patrimonio arboreo». «Ennesimo elemento di opacità e altra occasione di condivisione mancata da parte dell’amministrazione — attacca Cesare Vacchelli, degli Stati generali sul Clima—. Di questo ulteriore studio non è stato detto nulla nella recente Commissione Ambiente né nel corso dei nostri incontri».


«Si tratta — spiega l’assessore con delega al Verde, Rodolfo Bona — della prosecuzione dell’analisi sulle piante non ancora censite. Il censimento è un passo fondamentale verso l’adozione del Piano del Verde e nell’ambito del censimento ogni pianta viene schedata, georeferenziata e le caratteristiche inserite in una banca dati. Quest’anno con il 50% di fondi in più sul Verde urbano abbiamo deciso di ampliare l’analisi Vta sulla stabilità delle piante perché abbiamo bisogno di ampliare il quadro. Le alberature e le vie che saranno monitorate su incarico di Aem verranno definite insieme agli uffici comunali. Contiamo di avere controllate dalle 500 alle 700 piante. Il contratto è triennale, poi si andrà avanti».  Lo studio Miceli ha analizzato 417 piante in 11 strade cittadine, «ma — spiega il direttore di Aem, Marco Pagliarini — ce me sono ancora tantissime da monitorare. Su un patrimonio di 26 mila alberi, abbiamo informazioni solo su 10 mila». Secondo i dati dell’Istat 2019 relativi all’ambiente urbano, Cremona è al 21° posto fra i 107 capoluoghi italiani per numero di alberi ogni 100 abitanti con 21,8.


E un altro fronte di polemica con l’amministrazione gli ambientalisti lo aprono sull’utilizzo dei rami e dei tronchi potati. L’appalto da 540 mila euro vinto ad aprile dalla azienda The Green Wave che ha battuto 38 concorrenti con un ribasso del 38% per il «servizio di manutenzione delle alberature presente sul territorio comunale mediante la conclusione di un accordo quadro», infatti, contiene anche l’elenco prezzi. E per quanto riguarda gli abbattimenti si legge che il costo — che varia da 117 euro a 751 a seconda dell’altezza della pianta e della sua collocazione — comprende il «trasporto del materiale di risulta alle pubbliche discariche autorizzate». «Ma — attacca Vacchelli — si tratta di materiale che ha un valore. Come è possibile che finiscano in discarica senza che il Comune ne tragga un beneficio economico? Vogliamo dal Comune dei chiarimenti su questo aspetto». «In realtà — spiega a questo proposito Pagliarini — i rifiuti vegetali che rientrano nelle categorie previste dalla legge vengono utilizzati per alimentare gli impianti di cogenerazione del calore». Infine gli ambientalisti non mollano il punto sulla perizia che ha condannato 133 alberi. Legambiente ha consegnato a Bona e al vicesindaco Andrea Virgilio una serie di osservazioni. Gli ecologisti lamentano una documentazione incompleta: «In assenza delle schede pianta, a detta dei tecnici disponibili all’interno del software gestionale, è impossibile valutare le motivazioni che hanno condotto all’abbattimento. Si ritiene opportuno che siano rese disponibili per poter meglio comprendere l’assegnazione delle classi di propensione al cedimento».

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