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CORONAVIRUS: L'ANALISI DEI DATI

Decessi in provincia a livelli pre pandemia. Bentornata normalità

Nel primo semestre 2019 le morti in provincia erano state 2.158, quest’anno sono praticamente identiche (2.155)

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

30 Agosto 2021 - 06:00

Decessi in provincia a livelli pre pandemia. Bentornata normalità

CREMONA - Il numero dei morti in provincia di Cremona, nel corso del primo semestre di quest’anno, è tornato ai livelli pre pandemia. Lo si evince dai dati resi noti dall’Istat, che testimoniano come la prevenzione, unita alla progressiva vaccinazione della popolazione, fondamentale per eliminare le complicazioni più gravi dovute all’infezione dal Covid 19, abbiano giocato un ruolo fondamentale nel fermare la spaventosa serie di decessi dell’anno scorso. I numeri parlano chiaro: nel primo semestre 2019 le morti in provincia erano state 2.158, quest’anno sono praticamente identiche 2.155. Nello stesso periodo del 2020, coinciso con l’esplosione della pandemia e con il lockdown tra marzo e maggio, i decessi erano praticamente raddoppiati, salendo a 4.239.

MARZO 2020, IL PEGGIORE

Certo il virus da solo non è responsabile dell’aumento dei lutti registrati nel 2020 in provincia, ma è evidente che abbia giocato un ruolo decisivo. Ad esso vanno aggiunti mancata prevenzione, anche per paura di recarsi in ospedale, difficoltà a proseguire terapie proprio per i nosocomi intasati dai positivi gravi e altri fattori. Il mese di marzo di un anno fa è stato il peggiore in assoluto della storia recente del territorio cremonese, cremasco e casalasco. Quasi 2.000 morti, contro i 381 del 2019 e i 420 di quest’anno. Anche aprile 2020 aveva registrato un pesantissimo incremento: 863 persone, rispetto alle 326 di dodici mesi prima e alle 385 di quest’anno. In seguito la situazione si è stabilizzata. I due mesi centrali della prima ondata della pandemia sono stati dunque in buona parte responsabili dell’incremento dei decessi registrato nel 2020.

TRAGEDIA COLLETTIVA

I dati dell’Istat confermano anche quello che, purtroppo, si sapeva sin dal primo lockdown. Le province di Bergamo e Cremona sono state quelle che hanno pagato di più in termini di vite umane l’impatto del Covid 19. La città orobica e il suo territorio hanno registrato 11.391 decessi nel primo semestre 2020, contro i 5.273 dello stesso periodo 2019: 6.118 morti in più pari al 116% di aumento. Cremona e il resto della provincia hanno pagato un tributo di 2.018 vittime, sfiorando il raddoppio. Una tragedia collettiva che ha segnato per sempre intere comunità e che solo un’attenta prevenzione, l’adozione di comportamenti responsabili e in linea con le regole anti contagio e una vaccinazione di massa sono in grado di fermare, anche se non di esaurire del tutto. Per questo autorità sanitarie, politiche e amministrative, ma anche il mondo economico e sociale, insistono da mesi sull’importanza di aderire alla campagna.

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