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CORONAVIRUS. L'ANALISI DEI DATI

Il Covid fa meno male: più contagi ma ricoveri giù

Mese per mese, ecco come è cambiato lo scenario in provincia fra l’estate del 2020 e quella del 2021. Nuovi positivi quadruplicati, pochi in ospedale. Villa: «Senza vaccino il bilancio sarebbe stato tragico»

Bibiana Sudati

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redazioneweb@laprovinciacr.it

29 Agosto 2021 - 06:10

Il Covid fa meno male: più contagi ma ricoveri giù

CREMONA - Nell’estate 2020, in provincia, tra giugno, luglio e agosto, 328 contagiati, 101 ricoverati e 21 morti; nello stesso periodo del 2021, 1.391 nuovi positivi, 92 pazienti ospedalizzati e 6 vittime: a fronte di una platea di infettati quattro volte superiore, più o meno lo stesso numero di ricoveri. Morale: il confronto mostra l’effetto delle vaccinazioni, evidente quanto determinante. Lo attestano senza ombra di dubbio i numeri e ne è convinto il dottor Marco Villa, direttore Sistemi Informativi e Controllo Direzionale e Osservatorio Epidemiologico di Ats Val Padana. Che valutando dal suo osservatorio privilegiato i contagi quadruplicati, riflette su come la campagna vaccinale abbia salvato molte vite: «Senza vaccino, il quadro sarebbe stato decisamente peggiore se non tragico — sottolinea il Villa —. Avremmo registrato almeno il doppio dei casi. Il vaccino ci ha protetto, anche se l’armatura continua ad avere bisogno anche di altri strumenti: distanziamento sociale e utilizzo della mascherina nei luoghi chiusi. Importante è non abbassare la guardia».

Perché il virus è cambiato e sta mostrando un volto nuovo e più aggressivo: «Questo è il primo elemento che non va trascurato: è come se ci stupissimo che la Fiat 500 di oggi viaggia più veloce ed è più comoda di quella di 50 anni fa. Non è la stessa auto anche se ha lo stesso nome — rammenta Villa, utilizzando una metafora calzante per evidenziare i motivi che stanno alla base dell’aumento dei contagi —. L’anno scorso circolava il ceppo originario, non la variante Delta che ha dimostrato un elevato grado di contagiosità unito ad una maggiore incidenza sulla gravità della malattia. Basti pensare che la mutazione Alfa aveva una trasmissibilità del 37% in più rispetto al virus originario, mentre la Delta addirittura ha sviluppato la sua capacità di circolazione fino al 60% rispetto alla Alfa. E’ del tutto evidente che stiamo maneggiando qualcosa di ben diverso e di ben più temibile».

Nell’estate 2020, la curva dei contagi ha registrato un’inversione salvifica verso il basso: se a giugno si registravano 152 casi e a luglio 116, si era arrivati ad agosto con solo 60 nuovi positivi. Quest’anno la situazione è completamente ribaltata: dai 195 di giugno si è passati ai 583 di luglio fino a 613 di agosto. «Una cavalcata spiegabile anche con un altro fattore — continua l’esperto —. Un anno fa siamo arrivati all’inizio dell’estate dopo un lockdown di tre mesi e abbiamo beneficiato dei suoi effetti; quest’anno ci siamo presentati a giugno dopo un Italia «a colori» e la «zona rossa» istituita come massima cintura di protezione che è stata ben diversa dalla chiusura totale del 2020. Un rischio calcolato, come hanno detto le autorità sanitarie, ma che ci pone oggi di fronte ad un quadro diverso. Ci sono più casi, è innegabile, ma la vera domanda da porsi non è se i vaccini funzionano, ma: quale sarebbe ora lo scenario se questi non ci fossero stati?».
La risposta è una: «Tragico».

Gli effetti della campagna vaccinale si leggono nei dati che raccontano di ricoveri e decessi. «Ad esempio prendendo il dato recente di questa settimana – spiega Villa – dei 13 ricoveri solo 3 risultano vaccinati ma si tratta di persone con età media di 84 anni e con co-morbilità; mentre gli altri sono non vaccinati e l’età scende drasticamente, la media è di 59 anni. La differenza non è poca». E’ evidente la funzione dei vaccini anche sulle positività: «L’incidenza settimanale tra i vaccinati con ciclo completo è pari a circa 26 casi ogni 100 mila abitanti, a dispetto di un’incidenza di oltre 110 tra i non vaccinati – conclude il direttore – . Ad ogni positivo vaccinato corrispondono 4 positivi non vaccinati. Dati emblematici che fanno capire come la situazione potrebbe migliorare decisamente se tutti fossimo vaccinati».

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