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CORONAVIRUS: STRETTA SUI NO VAX

La scure dell'Ats Val Padana, ecco le sospensioni tra medici e infermieri

I presidenti degli Ordini, Gianfranco Lima ed Enrico Marsella, stanno notificando gli stop dal lavoro

Elisa Calamari

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redazioneweb@laprovinciacr.it

29 Luglio 2021 - 17:34

La scure dell'Ats Val Padana, ecco le sospensioni tra medici e infermieri

CREMONA - Appena hanno ricevuto i primi nominativi di operatori sanitari no vax da Ats Val Padana, hanno convocato i rispettivi consigli per deliberare i provvedimenti: i presidenti degli Ordini dei medici e degli infermieri, Gianfranco Lima ed Enrico Marsella, stanno notificando le sospensioni sulla base degli accertamenti svolti. Alcune sono già arrivate a destinazione, altre partiranno nelle prossime ore.

I 6 MEDICI

«Per il momento ho ricevuto 12 nominativi – spiega Lima – ma cinque saranno da reintegrare perché in realtà si trattava di medici regolarmente vaccinati fuori regione, che ad Ats risultavano non in regola. Un ulteriore professionista ha invece già deciso di procedere con la vaccinazione e dunque anche questo sarà da togliere all’elenco. Ricordo che questa sospensione è dal lavoro e non è da confondere con quella disciplinare. Tutto vale, poi, fino alla fine dello stato di emergenza e cioè il 31 dicembre. Il nostro ruolo, come Ordine, è accertare i nominativi forniti da Ats e convalidare la sospensione. Se la situazione cambia, ovvero se il medico si vaccina o se come ci è appunto capitato la vaccinazione è in realtà già avvenuta ma fuori regione, si procederà con la presentazione delle certificazioni necessarie e il ritorno al lavoro».
Nessuna caccia alla streghe, perché Lima è fermamente intenzionato a non fornire alcuna indicazione sui luoghi in cui operano i medici no vax. Anche perché il reintegro può davvero avvenire in tempi brevi. Ci sono poi i medici che non si sono vaccinati a causa di patologie: «Questa è una situazione diversa: hanno presentato o dovranno presentare idonee documentazioni per l’esonero – continua Lima – noi non facciamo che eseguire sulla base delle segnalazioni di Ats. Alle prime notifiche ne seguiranno a breve altre, proprio oggi il consiglio si riunirà ancora. Cosa accade con la sospensione? I medici vengono immediatamente contattati dal datore di lavoro. In alcuni casi, se possibile, può essere stabilita una modalità di lavoro non in presenza».

I 20 INFERMIERI

Fra coloro che hanno ignorato sia il primo sia il secondo avviso di Ats rifiutando l’obbligo vaccinale, ci sono anche una ventina di infermieri cremonesi: 18 segnalati all’Ordine da Ats Val Padana e un paio dall’Ats di Milano.
«Il nostro consiglio si riunirà e delibereremo la trasmissione della notifica – spiega il presidente Marsella – preciso che noi non sappiamo e non dobbiamo sapere nulla della condizione sanitaria dei nostri iscritti, l’interfaccia è Ats, noi ci limitiamo a notificare all’infermiere un provvedimento già deciso. Anche la comunicazione al datore di lavoro è compito di Ats. Compito nostro, invece, è aggiornare l’albo introducendo la sospensione. In caso di avvenuta vaccinazione in seguito alla notifica, l’infermiere non dovrà avvisare noi per lo stesso motivo che ho già spiegato: dovrà inoltrare documentazione ad Ats».

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