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«Vicino al mio dolore, ho scritto al Papa e mi ha risposto»

Pierina, pandinese, ha perso il marito a causa del Covid-19. «Gli ho detto che ho ancora fede»

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stefano.sagrestano@gmail.com

17 Luglio 2021 - 06:05

«Vicino al mio dolore, ho scritto al Papa e mi ha risposto»

Papa Francesco e Pierina Mura con la lettera del Santo Padre

PANDINO - «Io la fede non l’ho mai persa, nonostante questa terribile disgrazia: è stato continuare a credere che mi ha aiutato ad andare avanti. Il Papa lo sa, quando mi è arrivata la sua lettera ho provato una grande gioia». Pierina Mura racconta le sue emozioni tenendo in mano la missiva scritta da monsignor Roberto Cona, assessore agli Affari generali della Segreteria di Stato Vaticana, che le ha scritto per conto di Papa Francesco. «A novembre ho perso mio marito, Antonio Ricco, aveva 63 anni – ricorda la signora –: il Covid-19 se l’è portato via in pochi giorni. Io e i miei quattro figli l’abbiamo visto andarsene in ambulanza e da lì non abbiamo più potuto nemmeno parlargli. Un dolore tremendo, un’esperienza terribile, che ci ha segnato per sempre». Dopo alcune ore al Pronto soccorso di Crema, date le condizioni molto gravi del paziente, a causa delle complicazioni dovute al virus, i medici del nosocomio cittadino avevano predisposto il trasferimento in codice rosso al Gavazzeni di Bergamo, dove il 63enne è spirato cinque giorni dopo.

«Non abbiamo potuto nemmeno fargli il funerale. Eravamo tutti e cinque in quarantena. Dieci giorni dopo ci hanno fatto il

Ho scritto una lettera di getto, indirizzandola a Papa Francesco. Gli ho raccontato quello che avevo passato, il dolore, l’angoscia, il timore per i miei figli. Gli ho spiegato che non avevo perso la fede, che avevo trovato la forza per andare avanti grazie a Dio e a Gesù. Mai avrei pensato che mi avrebbe risposto

tampone e due dei ragazzi erano positivi. Siamo rimasti chiusi in casa quasi un mese. Siamo usciti solo per andare al cimitero, per la benedizione della bara». Passato qualche mese, ritrovate le forze, anche grazie alla fede, Pierina ha preso carta e penna. «Ho scritto una lettera di getto, indirizzandola a Papa Francesco. Gli ho raccontato quello che avevo passato, il dolore, l’angoscia, il timore per i miei figli. Gli ho spiegato che non avevo perso la fede, che avevo trovato la forza per andare avanti grazie a Dio e a Gesù. Mai avrei pensato che mi avrebbe risposto. Con così tanta gente che ogni giorno scrive al Papa, non mi facevo certo illusioni». Invece, dopo tre mesi, era metà giugno, la signora ha ricevuto la lettera con l’inconfondibile simbolo della segretaria di Stato del Vaticano.

«Un’emozione immensa, l’ho letta in un secondo – conclude la signora – il Papa mi ha fatto sapere che pregherà per Antonio e per noi, mi ha infuso grande coraggio e speranza. Nelle sue parole ho trovato serenità». Nella missiva, monsignor Cona scrive, per conto del Santo Padre, che ha anche inviato il rosario benedetto alla famiglia Ricco: «Ella ha voluto confidare il dolore per la scomparsa dell’amato consorte, chiedendo un segno di spirituale vicinanza. Sua Santità, che in questo tempo di pandemia è particolarmente vicino a quanti sono provati dalla malattia e dalla sofferenza, grato per i sentimenti di filiale affetto che hanno suggerito tale gesto, assicura il suo ricordo in suffragio del signor Antonio e, mentre la incoraggia ad affidarsi sempre all’amorevole tenerezza di Dio e ai suoi imperscrutabili disegni di salvezza, di cuore impartisce la benedizione apostolica, che volentieri estende alle persone care, accompagnandola con l’acclusa corona del rosario da lui benedetta e con l’augurio di ogni desiderato bene del Signore».

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