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Aggressione sulla ciclabile, indagini serrate dell’Arma

26enne colpita alla testa: i carabinieri visionano i filmati delle telecamere del borgo

Matteo Berselli

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redazioneweb@laprovinciacr.it

11 Luglio 2021 - 06:05

Aggressione sulla ciclabile, indagini serrate dell’Arma

CASTELLEONE - L’aggressione ha lasciato strascichi. Se non paura, l'atto di violenza commesso venerdì ai danni di una 26enne di Castelleone ha destato inquietudine e suggerito prudenza. Ieri mattina il sentiero ciclopedonale che unisce Santa Maria in Bressanoro al Santuario della Misericordia è apparso decisamente meno affollato rispetto a un qualsiasi altro sabato mattina. Non che sia rimasto deserto, beninteso; tuttavia di presenze se ne sono viste di meno. Specialmente al mattino sono transitati molti più ciclisti che pedoni e si è portati a pensare che quanto accaduto il giorno prima possa aver inciso nelle scelte dei castelleonesi.

Dalle indagini, che pure procedono senza sosta, al momento non sono emerse novità di rilievo. L’assalitore non si trova. Si è dileguato dopo il colpo alla nuca sferrato verosimilmente con il manico di un'accetta e non è più stato avvistato.

I campi di granoturco possono aver ricreato le condizioni ideali per nascondersi, complicando non poco il lavoro degli investigatori; l'altra ipotesi tenuta in considerazione è che mentre la ragazza veniva soccorsa e accompagnata in caserma dalle due persone intercettate mentre si allontanava dalla pista, l'uomo si sia diretto alla stazione ferroviaria, distante non più di duecento metri, e col primo treno disponibile abbia lasciato Castelleone. Ricostruzione, quest'ultima, che potrà essere confermata o smentita dalla scansione delle immagini registrate dalle telecamere presenti in zona; sia quelle della rete di videosorveglianza comunale puntate sul piazzale della stazione, sia quelle di Rfi che riprendono gli spostamenti e tutto ciò che avviene lungo i binari. Il materiale da visionare è consistente e servirà del tempo per analizzarlo tutto, ma nessuna immagine, nessun frame, verrà trascurato.

Coordinata dalla Procura, l’attività degli inquirenti punta a individuare l'autore dell'aggressione e, soprattutto, a fornire alla cittadinanza le risposte che si devono dopo un evento così grave; gli interrogativi rimasti irrisolti vertono non solo sull'identità del responsabile ma anche sul possibile movente. L'ipotesi di un'azione a scopo di rapina non si può escludere ma appare la più debole da sostenere; pare invece più concreta, oltre che inquietante, la tesi dell’agguato a sfondo sessuale, suffragata dal fatto che la 26enne sia stata colpita con la parte contundente dell’accetta, non con la lama; l'intento, si suppone, era quello di stordirla e magari poi immobilizzarla. Terza possibilità, il gesto di un folle, verificabile solo se il soggetto venisse catturato: a quel punto diventerebbe indispensabile accertarsi delle sue condizioni psicofisiche.

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