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IL DIBATTITO SOCIAL

'Nuova' Cattedrale, i fedeli bocciano il progetto

La rappresentazione digitale scatena reazioni indignate ("L’è en pögn in de l’ óc") e pungenti ironie ("Bello! Cos’è? Una sala d’attesa?")

Mariagrazia Teschi

Email:

mteschi@laprovinciacr.it

03 Luglio 2021 - 06:05

'Nuova' Cattedrale, i fedeli bocciano il progetto

CREMONA - «Se qualcuno pensasse che questa ennesima voglia di cambiamento fosse colpa del vescovo venuto da lontano, sappia che da tempo queste strutture sono in attesa di verifica e trasformazione in qualcosa di definitivo», aveva scherzosamente precisato monsignor Antonio Napolioni, a giugno dello scorso anno, durante la serata che aveva fatto il punto sulla sfida che avrebbe atteso di lì a poco la comunità cremonese: la rielaborazione dell’area presbiterale della Cattedrale con la definitiva sistemazione dell’altare, dell’ambone e della cattedra vescovile, da anni affidati a strutture mobili diventate sempre più inadeguate. Che fosse colpa del vescovo, in effetti qualcuno non solo lo ha pensato, ma lo ha scritto nei commenti alla pagina Facebook della Diocesi, dopo aver dato un’occhiata, magari un po' frettolosa, ad alcune immagini del progetto vincitore uscito dal bando promosso dall’Ufficio beni Culturali della CEI - Conferenza Episcopale Italiana postate sul profilo dove abside e l’altare storici sono presentati in un contesto - non contesto un po’ spiazzante.


A distanza di un anno, il progetto è dunque cosa fatta (la giuria riunita a Palazzo vescovile ha decretato vincitrice del bando la proposta formulata dell’architetto coordinatore Massimiliano Valdinoci) e alcuni rendering, cioè le immagini di come sarà la Cattedrale nell’immediato futuro, sono state pubblicate sul sito della Diocesi e sulla sua pagina social. Suscitando un vespaio di pungenti polemiche. In base a quanto è dato sapere, in realtà assai poco, non si tratterà, come sentenzia qualcuno un po’ frettolosamente, di uno stravolgimento (altri addirittura parlano di «demolizione», «connotati cambiati», «atto sacrilego»), bensì di un adeguamento dell’apparato esistente che rimane dov’è, ma viene, diciamo così, rinnovato nelle linee architettoniche, guadagnando, a quanto pare, in funzionalità e sicurezza. Nulla verrà stravolto: le balaustre rimangono dove sono, così come l’attuale cancellata della «piazzetta», cara ai parrocchiani. Se dibattito deve essere, sia sul gusto: a chi piace, a chi no, legato ad un riassetto che non disdegna la modernità. Del resto, aveva ricordato in quella stessa sede don Gianluca Gaiardi, incaricato diocesano per i Beni culturali ecclesiastici, «non è sempre stato facile formulare bandi, affidare lavori e appaltare opere: lo sapevano bene i canonici quando, nel 1483, dovettero difendere un artista dalla denuncia presentata da antagonisti che sollevavano dubbi sulla legittimità dell’affidamento dell’incarico. Si aprì così una lunga polemica che mise in luce rivalità e divisioni, invidie e incomprensioni che solo la magnificenza di quanto realizzato è riuscita a far superare».

Nei commenti si fa largo uso di consigli («il nostro vescovo sia più prudente nel portare innovazioni»), si mostra amarezza («tanto ormai hanno deciso, bisogna solo accettare. Funziona così), si vestono i panni di architetti e arredatori: «Anche le cucine di oggi moderne e funzionali hanno una isola al centro», «Scavolini poteva fare meglio», «troppe linee squadrate e le decorazioni sembrano più adatte ad una galleria d’arte contemporanea che ad un luogo di culto», «troppo moderno questo progetto, l’è en pögn in de l’ óc», «Bello! Cos’è? Una sala d’attesa?»). E si diventa censori del clero: «Almeno una volta certe ambizioni sfrenate avevano senso artistico», «predicare la lotta alla povertà e sperperare risorse per deturpare il patrimonio artistico», «abbiate il fegato di dichiararvi luterani» si scrive su Fb. Per finire da storici —«secoli di storia e architettura buttati alle ortiche» — o bacchettatori dell’amministrazione comunale: «Una Cattedrale senza radici in una città senza vita» e ancora «progetto coerente con la città che trasuda storia, ma che si è desertificata tra centri commerciali, piste ciclabili, incuria del tessuto urbano, mezzi pubblici con cadenza di un’ora». Non resta che aspettare l’attuazione del progetto. Intanto, consoliamoci. Sembra che in Cattedrale a Verona, la soluzione adottata per adeguare il presbiterio sia ancora più moderna, almeno secondo le «ben informate» fonti di Facebook. Amen.

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