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DOPPIA TRAGEDIA AL CANALE VACCHELLI

I compagni di Sakshi sconvolti, proposto il rinvio della Maturità

"Una studentessa modello, integrata e con la grande aspirazione di diventare un’esperta della chimica di professione"

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andreaarco23@gmail.com

22 Giugno 2021 - 06:15

I compagni di Sakshi sconvolti, proposto il rinvio della maturità

CREMA - Tra due giorni si sarebbe dovuta presentare davanti alla commissione d’esame, orgogliosa, per confermare con la maturità al Galilei un percorso di vita fatto di impegno. E invece il suo corpo senza vita è stato recuperato alle 13 di ieri nelle acque del canale Vacchelli, tra Castelnuovo e Vergonzana, in quello che i cremaschi chiamano il Mare dei poveri. Sakshi Panesar aveva 18 anni e abitava a Soncino; la stessa età dell’amico Hartik Kumar Sharma, il cui cadavere verrà riportato a riva, sempre nello stesso tratto, soltanto in serata. 

Inconcepibile. L’intera classe è sconvolta e nessuno è in grado di proferire parola

«Inconcepibile. L’intera classe è sconvolta e nessuno è in grado di proferire parola. Se è possibile che si rimandi l’esame di maturità? Difficile, perché le regole non prevedono questa ipotesi, ma la proposta è stata avanzata». Con voce rotta, la testimonianza dei professori del Galilei spiazza tutti. Ed è normale sia cosi: anche solo immaginare che chi ha passato cinque anni fianco a fianco a una compagna, una collega, un’amica, possa sostenere una prova decisiva per il suo futuro, a un paio di giorni dalla sua morte, è utopia. «Tra docenti, ovviamente, ci confrontiamo. Ricevere una sequela di notizie tragiche ci sconvolge ma dobbiamo anche gestire la risposta emotiva dei nostri studenti. Qual è? Chiaramente terribile. Lo shock è stato improvviso e realizzare quanto accaduto per la classe è quasi impossibile».

Diciotto anni, una vita brillante davanti, una fulgida carriera nella chimica. Ma sempre, cascasse il mondo, col massimo dell’umiltà: «Aveva la media del sette, a voler essere fiscali — rivelano i docenti —. Intendiamoci, però, in un corso estremamente difficile e impegnativo. E no, non possono dirlo in molti. Vanti? Aspirazioni? Macché, non era nel suo stile decantarli e non li avrebbe mai rivelati. Era intelligente, studiava e si impegnava. Studentessa modello? Non lo sappiamo, risulterebbe quasi banale dirlo in questi casi. Era una brava e ottima persona con una grande intelligenza. Il resto, ora come ora, è in secondo piano».

Interrogando qualsiasi altro docente dei tempi che furono, dirigente scolastico del passato, amico, professore, compagna di giochi, pure la mamma e il papà, il responso non cambierebbe. Sakshi d’altronde era così. Scuola, casa, poi casa e scuola.
Quindi una secchiona? «Per niente, anzi — raccontano le amiche —: le piaceva uscire, scherzare e fare battute. Era una ragazza libera, sincera, sicura ma anche seria e molto rispettosa. Non andava mai oltre ed era molto legata alla sua comunità. Se aveva amiche esclusivamente compagne di origini indiane? Assolutamente no. Lo erano forse le sue amiche del cuore, era però perfettamente integrata e non ha mai fatto differenze. Assolutamente non ci saremmo mai aspettati una tragedia del genere e soffriamo tanto. Ci vorrà del tempo per renderci conto di quanto è accaduto. Era davvero, non perché lo si debba dire sul giornale, una splendida persona. Siamo molto vicine ai genitori».

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