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Ex scuola Cl, la Sanitas vince il primo round

La sentenza: niente penale da 200 mila euro. Il liquidatore: «Ricorso in appello»

Dario Dolci

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12 Giugno 2021 - 07:00

Ex scuola Cl, la Sanitas vince il primo round

CREMA - E' andato alla Sanitas Diagnostica il primo round della causa civile che era stata intentata nei suoi confronti dal commissario liquidatore della Fondazione Charis, Alessandro Bani, per il mancato acquisto della ex scuola di Cl. A seguito dell’interruzione delle trattative preliminari alla compravendita da parte della stessa Sanitas, il liquidatore aveva chiesto al giudice di ordinare la stipula del contratto definitivo al prezzo di un milione e 53 mila euro e, in subordine, il pagamento, in capo alla Sanitas di un importo di 200 mila euro a titolo di risarcimento danni. «La sentenza - spiega l'avvocato della Sanitas, Carlo Pellegri - conferma quanto già sostenuto in sede di mediazione civile, ovvero che l’interruzione delle trattative da parte della nostra assistita era legittima e giustificata anche dall’impossibilità di attuare le opportune verifiche tecniche e strutturali a causa del persistente allagamento del piano interrato dell’immobile della ex scuola». Di tenore diverso il commento di Bani: «Il giudice ha ritenuto l'offerta come non vincolante. Purtroppo, non solo non valgono più gentlemen's agreement, ma nemmeno gli accordi scritti. Il nostro legale mi ha già consigliato di ricorrere in appello. Adesso valuterò il da farsi».

A questo punto, l'ipotesi della demolizione del cantiere dismesso nel quartiere Sabbioni prende ancora più forza. «Ho parlato con l'ex consigliere regionale Agostino Alloni – conclude Bani – che mi ha dato delle indicazioni molto interessanti circa questa possibilità. Ora mi confronterò con il creditore ipotecario».

Il contenzioso con la Sanitas, che in un primo momento aveva pensato di trasferire nel loro principale della ex scuola la propria sede e aveva chiesto e ottenuto dal Comune il cambio di destinazione d’uso dell’area, ha di fatto bloccato le aste. Il liquidatore avrebbe potuto riproporne altre, anche se le prime tre serie erano andate deserte. L’immobile è sul mercato dagli inizi del 2013, da quando cioè la fondazione Charis, che avrebbe voluto realizzare il campus scolastico, si è messa in liquidazione volontaria. I creditori attendono dunque da più di otto anni di poter rientrare almeno in parte delle spese sostenute, ma le possibilità che ciò accada, al momento, non sembrano elevate.

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