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CORONAVIRUS: LE VACCINAZIONI

Ecco le dosi agli «invisibili», la Caritas è in prima linea

Associazioni e Ats mobilitate per garantire la copertura a senzatetto e a chi è privo di tessera sanitaria

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stefano.sagrestano@gmail.com

07 Giugno 2021 - 09:52

Ecco le dosi agli «invisibili», la Caritas  è in prima linea

CREMONA - Vaccinare anche gli invisibili ovvero i senzatetto che, in alcuni casi, non hanno nemmeno la tessera sanitaria. Questa la nuova sfida per rendere ancora più capillare la campagna nel territorio provinciale. In prima linea ci sono le Caritas diocesane e, di conseguenza, quelle parrocchiali. L’esempio arriva da Cremona dove, grazie al lavoro di coordinamento tra l’associazione guidata dal direttore don Pier Codazzi, il Comune e l’Ats, si sta organizzando la somministrazione, ovviamente su base volontaria. «Stiamo aspettando i dettagli del piano dagli enti coinvolti – chiarisce il sacerdote –: al momento sono una quindicina le persone che abbiamo contattato. Ci occupiamo anche degli eventuali problemi linguistici dei residenti di origine straniera che possono avere difficoltà al momento dell’anamnesi. La situazione è ancora in divenire, vanno definiti i dettagli e poi potremo partire». Per le vaccinazioni la sede potrebbe essere l’hub cittadino di CremonaFiere.

Nel Cremasco, la Caritas diocesana ha la possibilità di attivare almeno una trentina di contatti. «Sicuramente faremo una campagna tra i senza fissa dimora per invitarli alla vaccinazione – chiarisce Claudio Dagheti, direttore dell’associazione –: non dimentichiamo, comunque, che molti dei senzatetto residenti, avendo la tessera sanitaria, possono prenotarsi attraverso i canali istituzionali. In ogni caso siamo a disposizione per sostenerli nelle procedure di prenotazione. Stesso discorso per le persone straniere». Ci vorrà dunque ancora qualche giorno per definire i dettagli dell’operazione. Anche per Crema e il suo distretto, il luogo adibito a queste vaccinazioni potrebbe essere lo stesso centro dell’ex tribunale. A meno di non individuare un’alternativa in una delle sedi della Caritas presenti in città. Da rimarcare, a tal proposito, che il rifugio San Martino di via Civerchi, il dormitorio per i senzatetto che la diocesi organizza da ormai una decina d’anni, ha chiuso i battenti a metà aprile. La struttura è infatti aperta nel periodo autunnale e invernale, solitamente da fine ottobre. Viene gestita grazie all’impegno di diversi volontari – i turni notturni, prevedono sempre la presenza di due incaricati – e può ospitare sino a 18 persone.

A livello regionale, l’unità di crisi per l’emergenza Covid ha invitato tutte le Ats a rapportarsi con le associazioni che sul territorio si occupano dei senza fissa dimora, per organizzare una vaccinazione rivolta ai senzatetto. Già da oggi partiranno le prime somministrazioni in alcune sedi di dormitori a Milano. Lo ha comunicato nei gironi scorsi la direzione Welfare della Regione. L’équipe sarà organizzata da Areu (l’Azienda regionale per l’emergenza urgenza, che si occupa anche del servizio di pubblica assistenza del 118), in collaborazione con la sanità militare e con altre figure sanitarie assicurate dalle strutture stesse. Areu ha provveduto a fare i primi sopralluoghi presso alcune realtà milaneso per individuare gli spazi necessari, in modo particolare le aree di inoculazione, lo spazio di attesa post vaccinale, nonché le zone da adibire all’attesa pre-vaccinale con la definizione dei flussi ordinati. L’associazione nazionale dei comuni italiani ha provveduto a lanciare la scorsa settimana un censimento in collaborazione con i Comuni.
Al termine del censimento ogni Azienda della tutela della salute riceverà la rilevazione dei centri del proprio territorio e potrà completare il confronto con le singole associazioni per condividere con le stesse tempi e modalità per procedere.

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