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CORONAVIRUS. LE EMERGENZE

Allarme nuovi poveri, don Codazzi: «È solo la punta dell’iceberg»

A Cremona e provincia le richieste alla Caritas sono in crescita del 30-35%. «Molti, per dignità, non chiedono. E sotto si nasconde un abisso»

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

24 Marzo 2021 - 09:18

Allerta nuove povertà, don Codazzi: «Vediamo solo la punta dell’iceberg»

Don Pier Codazzi

CREMONA (24 marzo 2021) -  La vergogna, e più ancora della vergogna la dignità, è ancora più forte del bisogno. Ed è anche per questo che a Cremona la povertà resta nascosta. A scovarla sono le antenne che la Caritas ha dislocate in tutto il territorio: le parrocchie fanno da punto di raccolta delle necessità mentre i gruppi San Vincenzo sono le mani tese che offrono aiuto, consegnando migliaia di pacchi alimentari a chi non sa più come sfamarsi e come sfamare. Nessuna fila fuori ad attendere, come quella interminabile e dignitosa che si è formata domenica a Milano davanti ai cancelli dell’associazione «Pane Quotidiano» e che è diventata il simbolo inquietante di un crisi destinata a mordere ancora più di quanto già non faccia ora. Non ci si mette in coda, a Cremona e in provincia. Ma sono tanti i nuovi poveri che restano tra le quattro mura di casa.

«I numeri sono in crescita in tutta la diocesi - afferma don Pier Codazzi, direttore della Caritas diocesana e della Casa dell’Accoglienza — e purtroppo aumentano soprattutto le persone che per la prima volta si rivolgono a noi: parliamo almeno del 30-35%. Una percentuale che vale sia per Cremona sia per resto del territorio. Sono i nuovi poveri, quelli che non conoscevamo e che neppure i servizi sociali avevano registrato. Stentano ad uscire allo scoperto per pudore. Ecco perché temiamo che ciò che vediamo ora sia solo la punta dell’iceberg».

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