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Cremona si candida a capitale mondiale del latte

L'idea lanciata dal sindaco Galimberti e subito sottoscritta dall'assessore regionale Rolfi

Andrea Gandolfi

Email:

agandolfi@laprovinciacr.it

02 Giugno 2021 - 06:54

Cremona si candida a capitale mondiale del latte

CREMONA - Cremona capitale mondiale del latte. Un ‘titolo’ che per molti aspetti è già nelle cose, ma che ora si vuole formalizzare e far crescere con un manifesto, un marchio da depositare e molte altre iniziative alla cui ideazione si sta lavorando. Lancia un’idea nuova e strategica per il futuro, la Giornata del Latte in edizione ibrida (in presenza ma soprattutto digitale), organizzata ieri dalla Libera Associazione Agricoltori Cremonesi in collaborazione con il quotidiano La Provincia e l’Agenzia ToBiz. La proposta è stata avanzata dal sindaco, Gianluca Galimberti, nel corso della tavola rotonda che ha aperto la manifestazione dall’avveniristico Hybrid Studio di CremonaFiere e ha scelto come titolo e leit motiv ‘Latte, uno sprint per ripartire. Un prezioso alleato per il sistema immunitario’. Nella convinzione che ripartire debba significare tornare a stare meglio in termini di benessere psicofisico, tentare di lasciarsi alle spalle la durissima e tragica notte della pandemia anche dal punto di vista economico e sociale, e - infine - reagire progettando un futuro più solido e stabile del recentissimo passato.


Partendo da identità, cultura, tradizione, storia e valori che da sempre accompagnano la città nella sua storia bimillenaria. «Perché noi siamo tutto questo; dunque siamo anche la nostra zootecnia da latte, motore di uno sviluppo che la la classe dirigente del territorio ha il dovere, l’ambizione e la responsabilità di far crescere accompagnandolo nel futuro. Così, ad aziende zootecniche di livello elevatissimo affianchiamo sempre più strumenti che possano facilitare l’innovazione, strutture di formazione e ricerca (come l’Università Cattolica e e non solo), aziende di sostegno alle aziende». Trasformando, come ha suggerito il direttore del quotidiano La Provincia, Marco Bencivenga, moderatore dei lavori, le tre T della tradizione nelle tre L del presente e del futuro: liuteria, latte e lavoro. L’idea è allora quella di ripartire da ‘Cremona capitale mondiale del latte’. Un progetto subito ‘sposato’ con entusiasmo da Riccardo Crotti, presidente della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi e di Confagricoltura Lombardia. «Il nostro territorio può andare legittimamente orgoglioso di tante eccellenze in diversi ambiti produttivi: come l’agroalimentare e la siderurgia, il settore dolciario e quello della cosmesi. Tutti punti di forza che vogliamo sempre più trasformare in uno strumento di sviluppo, lavoro e futuro, per i giovani e non solo. E trovo normale associare questa idea di crescita generale proprio al latte: alimento principe e irrinunciabile della crescita e del benessere di ciascuno, dalla più tenera età a quella più avanzata. Come è normale parlarne a Cremona e in Lombardia (la regione che produce quasi il 45% del latte italiano). Questa giornata - ha sottolineato Crotti - ci offre l’occasione giusta per ricordare che il latte, ancora di più il nostro latte, è un prodotto straordinario: buono, sano, sicuro, utile e necessario al cento per cento. Caratteristiche che rendono ancora più infondate le fake news delle quali è oggetto: slogan e visioni ideologiche o comunque distorte che noi siamo impegnati a combattere nel modo più serio e rigorose possibile. Affidandoci alla scienza ed alla conoscenza: nella surreale battaglia tra detrattori e sostenitori del latte, gli studiosi non hanno mai avuto dubbi nello scegliere da che parte stare. Noi diffonderemo quegli orientamenti oggettivi e dimostrabili. Per dire che il latte è buono, sano e sicuro - ciò che gli agricoltori sanno da sempre - in fondo non dovrebbe servire altro».


E proprio in tema di comunicazione, la tavola rotonda dell’Hybrid Studio di CremonaFiere «è stata sicuramente molto positiva —, ha commentato Amedeo Alfredo Ardigò, vice presidente della Libera Agricoltori —. Gli interventi tecnici sono stati tanto puntuali quanto comprensibili anche al grande pubblico, e questo è molto importante. Ribadire, dati ed evidenze scientifiche alla mano, quanto il latte sia buono e faccia bene, costituisce inoltre il giusto riconoscimento al sapiente lavoro di agricoltori, allevatori e trasformatori nella produzione della materia prima e dei suoi derivati. Ho molto apprezzato l’idea lanciata dal sindaco, e subito sottoscritta dall’assessore regionale all’agricoltura Fabio Rolfi, di accreditare Cremona come capitale mondiale del latte. E’ stata la classica ciliegina sulla torta per un’iniziativa davvero ben riuscita e ricca di contenuti di alto livello; l’unico rammarico, se di rammarico si può parlare, è quello di essere stati costretti ancora una volta ad un’edizione online. Perché sono sicuro che in presenza la manifestazione avrebbe avuto un effetto decisamente superiore. Facendo i debiti scongiuri, sarà per l’anno prossimo. Intanto dobbiamo sicuramente trovare il modo di raccontarci meglio e di potenziare il lavoro di divulgazione e promozione del latte: ovviamente a partire dalle scuole».


Con un intervento video, ha portato il suo saluto alla giornata anche Gian Marco Centinaio, ex ministro e attualmente sottosegretario alle politiche agricole nel dicastero guidato da Stefano Patuanelli. «Vi ringrazio per quanto state facendo per difendere e promuovere un’eccellenza del nostro Paese come il latte — ha detto —. Così buono da subire una crescente offensiva da parte di chi diffonde fake news. La giornata mondiale del latte, che viene ‘celebrata’ in questa occasione, permette invece di far conoscere meglio le reali e benefiche caratteristiche del prodotto. Mi piace aggiungere in questa sede - ha proseguito il sottosegretario e senatore leghista - che il latte è uno solo; vale a dire, quello di provenienza zootecnica. Il cosiddetto latte vegetale (come quello a base di proteine di piselli lanciato dalla Nestlé, ndr) può ovviamente scegliersi tutti i nomi che vuole. Ma il latte rimane un’altra cosa».


È stato l’immediato l’endorsement di Fabio Rolfi, assessore regionale lombardo ad agricoltura, alimentazione e sistemi verdi: «Sottoscrivo subito la candidatura di Cremona a capitale mondiale del latte. La Lombardia è la regina italiana nella produzione di latte, con 5,5 milioni di tonnellate all'anno sui circa 12,5 milioni a livello nazionale — ha ricordato —. Nella nostra regione sono 3.410 gli allevamenti di bovini da latte e sono 600 mila le vacche allevate. Oltre il 40% del latte italiano viene prodotto in Lombardia. Iniziative come la giornata dedicata al latte servono per alzare l'attenzione e diffondere dati e nozioni per contrastare alcune fake news. Un approfondito studio scientifico condotto nel 2020 dall'Istituto zooprofilattico di Lombardia ed Emilia-Romagna ha stabilito come nel latte italiano i residui di antibiotici siano di cento volte inferiore a quanto consentito dalla legge. Il nostro oro bianco garantisce una sicurezza alimentare senza pari. Nel 2021 estenderemo la ricerca a tutte le province lombarde e ad altre filiere strategiche per la zootecnia: carne e uova».

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