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CORONAVIRUS: I VOLONTARI

Dalla tolda delle fregate al super hub di Trenno

Il contrammiraglio cremonese Tavella in prima linea con gli Alpini della Protezione civile

La Provincia Redazione

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24 Maggio 2021 - 08:42

Dalla tolda delle fregate al super hub di Trenno

CREMONA - «Tra i servizi svolti dai volontari dell’Unità di Protezione civile della Sezione Associazione Nazionale Alpini (ANA) Cremona-Mantova per fronteggiare l’emergenza Covid-19, rientra anche la periodica dislocazione presso il Centro vaccinale Parcheggio di Trenno a Milano.
Il servizio è coperto a rotazione con altre realtà della Protezione civile regionale, Alpina e non, e si affianca a quello da essi già svolto presso gli hub vaccinali di Cremona e Crema». Inizia con queste parole, come in un diario di bordo, il racconto di Lorenzo Tavella, contrammiraglio della Marina Militare Italiana in congedo, con alle spalle missioni di assoluto rilievo, come la campagna anti pirateria nell’Oceano Indiano a bordo della fregata della Virginio Fasan (F 591 -Classe Bergamini), volontario della Protezione Civile Alpina anche in questa emergenza Coronavirus. «Come volontario appartenente a tale unità sono stato quindi anch’io recentemente impiegato presso il presidio medico milanese. L’inusuale dislocazione mi ha così dato modo di entrare in contatto con una realtà sanitaria organizzata differentemente rispetto a quella presso cui normalmente opero, ovvero l’hub Fiera di Cremona.

Il Centro di Trenno, impeccabilmente gestito dall’Esercito Italiano, è infatti organizzato con il sistema drive-through. Ciò significa che le persone vengono direttamente vaccinate in auto senza mai lasciare il mezzo.
Previa prenotazione, all’ingresso i volontari consegnano al guidatore e agli eventuali accompagnatori da vaccinare, il modulo anamnesi per l’immediata compilazione.
A seguire, l’auto viene instradata in una delle dodici linee vaccinali predisposte in grandi tende militari. Una configurazione logistica che può vagamente ricordare un autolavaggio, organizzato su più tracciati. Sotto tali strutture, il personale sanitario completa i moduli, li valida e inocula il vaccino. Al termine di queste operazioni, l’auto raggiunge un’apposita area di sosta dedicata agli obbligatori 15 minuti di attesa post-vaccino, trascorsi i quali viene indirizzata verso l’uscita. Le operazioni scorrono in maniera fluida e veloce (massimo 1 ora per completare l’intero iter) grazie alla professionalità ed alla efficienza del personale dell’Esercito che gestisce la parte sanitaria. Fondamentale, peraltro, il contributo del personale volontario (Protezione civile, Croce Rossa Italiana, Scout) che, organizzato in turni di 6 ore, garantisce per 12 ore consecutive il disciplinato scorrimento dell’ininterrotto flusso di auto nonché la loro ordinata sosta. Ovviamente, tutte queste manovre necessitano di spazi ampi e facilmente raggiungibili. Per tali ragioni è stato scelto il grande parcheggio ubicato in prossimità di Trenno, zona Milano S. Siro.

Creato nel 2015 per i veicoli dei visitatori diretti all’Expo, il piazzale è stato poi impiegato come area di posteggio dedicata ai mezzi rimossi o, a vario titolo, sequestrati. Ingombrante e curiosa testimonianza di tale utilizzo, resta l’isolata presenza di quattro barconi-ristoranti, lunghi oltre 20 metri e dal peso di circa 40 tonnellate ciascuno, sequestrati sui Navigli nel 2018 in quanto considerati abusivi. Al centro di una complessa vicenda legale, difficilmente trasportabili, oggi essi appaiono spiaggiati, in modo innaturale e quasi surreale, all’interno dello sperduto parcheggio nell’hinterland milanese. Inaspettatamente costretti a destreggiarsi nelle agitate acque di una burrasca giudiziaria dopo anni di onorato servizio trascorsi sulle placide acque dei Navigli».

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