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LA GRANDE ATTESA

Mattarella è il quinto Presidente in visita a Cremona

Prima di lui Gronchi (1960), Pertini (1982), Scalfaro (1994) e Ciampi (2005)

Felice Staboli

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fstaboli@laprovinciacr.it

23 Maggio 2021 - 11:05

Mattarella è il quinto Presidente in visita a Cremona

CREMONA - Martedì arriva Sergio Mattarella ed è la quinta volta di un Presidente della Repubblica in città, dopo Giovanni Gronchi, Sandro Pertini, Oscar Luigi Scalfaro (che però fece tappa solo al Ponchielli) e Carlo Azeglio Ciampi. All’elenco andrebbe aggiunto anche Giovanni Leone: la sua non fu una visita vera e propria, ma arrivò a Cremona nel 1976 con Sandro Pertini, Aldo Moro, Amintore Fanfani e Francesco Cossiga in occasione dei funerali del senatore Ennio Zelioli Lanzini.

L'UOMO DEL PORTO

«Per la prima volta dal giorno in cui l’Italia decise, col plebiscito del 2 giugno 1946, di istituirsi in libera Repubblica, il Capo dello Stato verrà a Cremona in visita ufficiale». Cominciava così in prima pagina domenica 2 ottobre 1960 l’articolo del giornale La Provincia (costo: 40 lire) in cui si presentava l’arrivo a Cremona del Presidente Giovanni Gronchi. Mentre nel mondo Kruscev minacciava di lasciare l’Onu, per Cremona l’occasione era di portata storica: l’avvio dei lavori per il nuovo porto di Cremona. Il presidente arrivò in stazione alle 10, incontrò il sindaco Feraboli e il presidente della provincia Ghisalberti, poi la messa in duomo, il convegno sull’idrovia padana e, alle 12,30, lo scoprimento del cippo marmoreo sul lungo Po Europa (che esiste tuttora). Una mina venne fatta brillare per dare il via alle operazioni. «Se uno sprone fosse stato necessario — concludeva l’articolo — oggi l’abbiamo con la visita del Capo dello Stato che (...) porta alla realizzazioni e alle speranze cremonesi non solo l’alta autorità del suo consenso ma, implicitamente, quello di tutta la Nazione».

IL PIÙ AMATO


Passano 22 anni e a Cremona arriva un altro Presidente, per molti Il Presidente. È venerdì 24 settembre 1982, dieci giorni prima a Ginevra è stato arrestato Licio Gelli, il 3 settembre a Palermo è stato ucciso Dalla Chiesa, in luglio l’Italia è diventata campione del Mondo, il 13 giugno a Londra è stato ritrovato sotto un ponte sul Tamigi il cadavere di Roberto Calvi, ex presidente del Banco Ambrosiano. È uno di quegli anni che cambiano la storia. Pertini arriva verso le 11, fa ingresso nella Sala del Consiglio comunale e prende posto nella poltrona centrale della prima fila, accolto dal sindaco Renzo Zaffanella. Visita la Sala dei Violini del Palazzo Comunale, illustrata dal prof Andrea Mosconi, Conservatore dei Beni Liutari di Cremona, esecuzione affidata a Salvatore Accardo che suona le Quattro Stagioni di Vivaldi alternativamente con due Amati, il Guarneri del Gesù e lo Stradivari. Poi il corteo presidenziale giunge alla Fiera Internazionale del Bovino da latte, c’è anche l'assessore regionale all'Agricoltura Ernesto Vercesi. Pranzo all’Hotel Continental, incontro al Porto nel pomeriggio e alla scuola di liuteria, infine concerto in cattedrale con il vescovo Tagliaferri. «Pertini tra i cremonesi. Tutta la città si è stretta intorno al Presidente nella vigilia del suo 86esimo compleanno», scrive in prima pagina la Provincia (che costa 500 lire), con una bella foto del Presidente scattata dalla finestra di palazzo Comunale. Alla fine arrivano anche le parole di Pertini, come riporta La Provincia: «È stato un bagno di umanità. Più faccio questi viaggi in Italia, più mi rendo conto che ho ragione di credere nel popolo italiano. Ogni volta riacquisto speranza: il pessimismo va via dal mio animo. Il popolo italiano è serio, onesto, laborioso. Sono i pelandroni, coloro che vivono sfruttando il lavoro altrui, che io metterei in galera». Poi, a poche ore dal suo 86esimo compleanno, dice: «Mi concederò una breve pausa nel lavoro per festeggiare il compleanno con mia moglie, la persone che più mi è cara. Ma non è l’età che conta. Il mio animo si è mantenuto giovane, riesco ancora a sognare e quando uno può sognare vuol dire che non è invecchiato. Anche se non c’è stato mandato più tormentato del mio: terrorismo, disoccupazione, droga». Il bagno di folla che accompagna quella giornata entra subito a far parte della storia della città di Cremona. Toccanti anche le parole del sindaco Zaffanella: «Cremona in questo giorno eccezionale le tributa l’omaggio che ovunque, in Patria e negli altri Stati, lei è abituato a ricevere: un saluto ed un contatto ben lontani dai crismi dell’ufficialità e che supera i ritmi rigidi del pur necessario protocollo essendo improntato alla straordinaria carica di umanità che ella, signor Presidente, ha saputo infondere alla suprema carica dello Stato».


AL PONCHIELLI


Sabato 22 ottobre 1994, per celebrare l’80esimo anniversario della morte di monsignor Geremia Bonomelli arriva a metà pomeriggio a Cremona Oscar Luigi Scalfaro, accolto dal sindaco Alfeo Garini, dal vescovo Giulio Nicolini (di cui il prossimo 19 giugno ricorre il 20esimo anniversario della morte). La commemorazione ufficiale è affidata a monsignor Giuseppe Gallina, docente del Seminario diocesano; eseguono brani musicali per violino e pianoforte i Maestri Sergej Krilov e Stefania Mormone. Scalfaro ascolta, applaude, segue la presentazione della vita e dell’ecumenismo di Bonomelli. All’uscita è accolto da applausi e dal saluto della gente, non una folla oceanica, ma comunque un discreto numero di persone. Arriva in duomo, la messa, poi il saluto finale, mani al cielo. Come a dire: grazie e arrivederci. Tre giorni prima alla Camera ci sono stati tumulti, Scalfaro commenta: «Meglio un parlamento agitato che un parlamento mortificato». Un mese dopo, 22 novembre, durante il G8 di Napoli, arriva l’avviso di garanzia a Silvio Berlusconi, che in marzo aveva stravinto le elezioni alla guida del centrodestra.

FRANCA E IL TRICOLORE


Il 6 dicembre 2005 arriva Carlo Azeglio Ciampi, insieme alla signora Franca. Il prologo, la sera del 5, con l’auto presidenziale che si ferma intorno alle 21 davanti alla prefettura, la signora Franca saluta tutti, come una vera padrona di casa. Per Cremona è una festa: Ciampi incontra il vescovo Lafranconi, poi al Ponchielli saluta la città. Il sindaco di Cremona è Gian Carlo Corada, in provincia c’è Giuseppe Torchio. In ogni angolo della città sventola il Tricolore, proprio come piaceva al Presidente. C’è grande entusiasmo per Azeglio Ciampi. È un anno diverso: qualche mese prima, il 2 aprile, è morto Giovanni Paolo II, dopo 27 anni di pontificato.

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