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LO STUDIO EPIDEMIOLOGICO

Arvedi: «Obiettivo sicurezza. Nostra priorità da sempre»

Nota ufficiale contro le accuse de Il Fatto Quotidiano e di una tv locale. «Pronti alle vie legali»

La Provincia Redazione

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20 Maggio 2021 - 08:49

Arvedi: «Obiettivo sicurezza. Nostra priorità da sempre»

CREMONA - Acciaieria Arvedi chiede «il ripristino della verità» ed è pronta a ricorrere alle vie legali. Lo precisa una nota ufficiale diffusa da Finarvedi, che prende le mosse dalla pubblicazione su «Il Fatto Quotidiano» - il 21 aprile scorso - di «un articolo dal titolo e dal contenuto diffamatori nei confronti di Acciaieria Arvedi. L’articolo - prosegue la nota - è stato ripreso in più occasioni da un’emittente locale, corredato da congetture ancora più irrispettose della realtà dei fatti e del riconoscimento del corretto lavoro e della dignità dell’Azienda e dei suoi lavoratori».

«Né Il Fatto Quotidiano né l’emittente locale hanno fino ad oggi ritenuto di pubblicare la formale richiesta di rettifica inoltrata dal nostro legale, professor Zeno-Zencovich. In assenza di tale rettifica, peraltro prevista dalla legge sulla stampa (articolo 8 della legge 47 del 1948), Acciaieria Arvedi, a tutela della propria immagine, consapevole della vera realtà e conscia del corretto lavoro svolto, intraprenderà le vie legali».

«L’Acciaieria Arvedi è una delle 23 acciaierie del nostro Paese che producono acciaio da forno elettrico, mentre sono due i siti (Taranto e Trieste) che producono acciaio da ciclo integrale (Trieste è stato gestito da noi per alcuni anni e fermato da poco). Due cicli, due processi di produzione differenti». «Per quanto riguarda il forno elettrico si parte da un prodotto finito - il ‘rottame’ - , derivante da scarti della società civile e dal residuo di lavorazioni meccaniche eccetera, usando l’energia elettrica come energia di fusione. Il ciclo integrale invece parte dal minerale e come energia di fusione impiega il carbone. Due cicli e due processi che implicano servizi e strutture totalmente diversi». «Il rispetto e la sicurezza delle persone e della natura sono le priorità culturali e operative che ispirano il nostro buon lavoro, dimostrato in tanti anni di attività».

«L’Acciaieria Arvedi è soggetta a rigorosi controlli da parte delle autorità competenti e in più, in modo volontario, si è dotata di un sistema di autocontrollo e monitoraggio effettuato da aziende terze su tutte le performances ambientali dello stabilimento (emissioni in atmosfera, carichi idrici, rifiutiprodotti, rumore e biodiversità)». «Da ultimo, l’Acciaieria Arvedi contesta l’uso distorto che si sta facendo dei dati forniti dal dottor Ricci (Paolo, ex direttore dell'osservatorio epidemiologico dell’Ats Val Padana, da poche settimane in pensione, Ndr), allo stato attuale non attendibili, e di cui si è annunciata la presentazione domani (oggi, Ndr) in una conferenza stampa a Cremona. L’Azienda è da sempre disponibile a collaborare con le autorità preposte per arrivare all’elaborazione di un’indagine epidemiologica rigorosa e scientifica».

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