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CORONAVIRUS: IL FRONTE RSA

Cingia, primo (ri)abbraccio ai nonni. La Germani è Covid free

Protocollo rigido, ma finalmente i famigliari possono entrare in contatto con gli ospiti

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

14 Maggio 2021 - 06:35

Cingia

Luigina Silva con figlia Silvia Gregori

CINGIA DE’ BOTTI - Da ieri sono riprese le visite in presenza dei famigliari-visitatori alla Fondazione Elisabetta Germani, che ha reso operative le indicazioni ministeriali emesse con l’ordinanza dello scorso 8 maggio. Una delle prime a beneficiare della decisione la residente Luigina Silva, che ha ricevuto la figlia Silvia Gregori.
«Dopo 15 mesi di chiusura motivata dall’emergenza pandemica - dichiara il presidente Riccardo Piccioni - il consiglio di amministrazione è lieto di poter garantire nuovamente in piena sicurezza l’apertura ai familiari, grazie anche all’attuale situazione covid-free e la massiccia adesione di residenti e operatori alla campagna vaccinale. Ciò comporta notevoli sforzi organizzativi ed economici per i quali speriamo di essere anche sostenuti dalla Regione».

Come precisa il direttore generale Ivan Scaratti «in questi mesi ogni sforzo è stato profuso per assicurare contatti costanti tra i residenti e i familiari grazie a videochiamate, incontri tramite il vetro e più recentemente l’allestimento della Stanza degli abbracci, ma nulla ha potuto sostituire la mancanza del contatto che finalmente potrà essere consentito in presenza di specifiche condizioni, che oggi rendiamo fattibile con grande sforzi organizzativi ed economici».
Dal canto suo il direttore sanitario, Isabella Salimbeni, spiega che «le visite in presenza saranno possibili per tutti quei residenti sottoposti a ciclo vaccinale completo con familiari in possesso della Certificazione verde». Ossìa la vaccinazione completata da almeno due settimane, recente infezione guarita da non oltre sei mesi o esito negativo di tampone molecolare o antigenico entro le 48 ore, seguendo tutte le misure di prevenzione e contenimento: misurazione temperatura corporea, dispositivi di protezione invividuale, sanificazione delle mani, eccetera. «L’aspetto più rilevante è il Patto di condivisione del rischio tra la Fondazione e il singolo familiare, che si ispira a principi di responsabilità e collaborazione al fine di mantenere alto il livello di sicurezza e tutela».
«Gli ampi spazi disponibili in Fondazione - precisa Stefania Bergogni, vice direttore amministrativo - ci ha consentito di individuare luoghi all’aperto, o coperti in caso di maltempo, dedicati agli incontri, al di fuori dei Nuclei e separati per le varie unità di offerta».

«Grazie all’impegno e all’entusiasmo di tutti gli operatori - dichiara Antonio Cucumo, Coordinatore di Area - Fondazione ha potuto in tempi rapidi riorganizzarsi al fine di muovere i primi passi verso una graduale ripresa della normalità coinvolgendo tutti gli operatori».
Si riapre dunque con grande entusiasmo e con un grande sforzo organizzativo. Per questo la dirigenza ringrazia «tutto il personale, in particolare i medici, i coordinatori e lo staff animativo/educativo/occupazionale che sono attivamente impegnati nella ripresa delle visite». La ripresa delle visite in presenza dei parenti è ripresa dopo che ne è stata data comunicazione ai parenti tramite lettera, mail e tramite una informativa dedicata e completa sul sito della Fondazione.

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