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CORONAVIRUS. LE VACCINAZIONI

Il sistema Cremona accelera: altri hub a Trigolo e a Cingia

Prime somministrazioni in oratorio e alla Fondazione Germani. E Lactalis mette a disposizione la sede Galbani di Casale Cremasco

Cinzia Franciò

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cfrancio@laprovinciacr.it

25 Marzo 2021 - 08:44

Il sistema Cremona accelera: altri hub a Trigolo e a Cingia

CREMONA (25 marzo 2021) - Il sistema Cremona accelera ancora: apre due nuovi poli vaccinali, a Trigolo e a Cingia de’ Botti, e conta anche sulle disponibilità delle aziende per implementare ulteriormente il numero di strutture utilizzabili.

Dosi esaurite e primo giorno di vaccinazioni filato via senza intoppi. L’hub di Trigolo, attivato ieri in oratorio, ha pienamente soddisfatto le aspettative immunizzando il numero di persone (quaranta) che era stato previsto. Per ora le somministrazioni hanno interessato solo lavoratori scolastici e, a fronte di qualche rinuncia, per non mandare sprecate le fiale sono stati contattati altri docenti non inseriti nelle liste delle prenotazioni che hanno risposto favorevolmente. «La Milanesi-Frosi - spiega il presidente Augusto Farina - già dal mese di dicembre aveva valutato la possibilità di darsi disponibile per la futura campagna vaccinale. Si è subito valutato che all’interno della Rsa non sarebbe possibile allestire le postazioni necessarie, e ho contattato Mariella Marcarini per trovare una sede adatta. Il cinema dell’oratorio si prestava ad essere utilizzato e quindi si è coinvolto il parroco don Vilmo Realini che ha aderito subito con entusiasmo. Si è dunque iniziato a preparare per tempo la sede, coinvolgendo la Milanesi-Frosi per la parte sanitaria e amministrativa, il Comune e le associazioni di volontariato di Trigolo per la logistica. Avuto il benestare, dopo il sopralluogo dei responsabili di Ats Val Padana, si è finalmente iniziato a essere operativi: ci è stato assegnato il vaccino AstraZeneca e le vaccinazioni saranno effettuate il mercoledì e il giovedì dalle 9 alle 14».

Poco dopo le 15.30 di ieri, alla Fondazione Elisabetta Germani di Cingia de’ Botti sono iniziate le somministrazioni del vaccino AstraZeneca al personale scolastico. Diciannove le persone prenotate, provenienti dalla zona. La prima ad essere vaccinata è stata Ilaria Mantovani, educatrice della Scuola dell’infanzia di Cingia de’ Botti, residente a Cingia de’ Botti. «Speriamo che si possa tornare presto in presenza con i bambini — il suo auspicio —. La didattica a distanza la facciamo, ma per bimbi così piccoli non è il massimo». Le inoculazioni sono state effettuate alla presenza del direttore sanitario Isabella Salimbeni, del dottor Mario Cucumo, coordinatore e referente del punto vaccinale e della dottoressa Giulia Fiori che ha curato l’anamnesi degli utenti. Presenti anche il direttore generale Ivan Scaratti e il consigliere di amministrazione della fondazione Enrico Marsella. «Lo spirito di servizio e la responsabilità nei confronti del territorio - ha detto il direttore - ci ha spinto a rispondere positivamente alla richiesta di Ats già 15 giorni fa. Ciò è previsto nella mission e nello spirito dei fondatori della nostra realtà. Siamo orgogliosi di riuscire a rispondere a questa esigenza perché la vaccinazione è l’unica arma a disposizione per combattere e superare questa emergenza. Grande è stata la risposta dei nostri operatori sanitari, infermieri e coordinatori che sono stati coinvolti dal dottor Mario Cucumo. Un grazie ai volontari della protezione civile Terre di Mezzo».

Per contribuire a velocizzare quanto più possibile la campagna vaccinale, Lactalis Italia, primo gruppo dell’agroalimentare per numero di stabilimenti produttivi in Italia, sfruttando la propria presenza capillare sul territorio mette a disposizione per le vaccinazioni 19 siti dislocati in 10 regioni dal Friuli alla Sicilia. In provincia quello Galbani di Casale Cremasco. «Vogliamo dare il massimo sostegno alla campagna di vaccinazione e sostenere in particolare le comunità che ospitano i nostri impianti – afferma Giovanni Pomella, General Manager Lactalis in Italia - e stiamo valutando di rendere disponibili ulteriori unità operative, non appena potremmo valutarne l’adeguatezza in funzione dei dettagli dei protocolli sanitari in corso di redazione da parte delle Autorità Sanitarie».

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