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INTERNATIONAL NURSES DAY

Giornata dell'infermiere: missione casa per casa

Campagna informativa e filmato: "Abbiamo bisogno di vedere riconosciuta la nostra competenza"

Elisa Calamari

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12 Maggio 2021 - 06:42

Giornata dell'infermiere: "In missione casa per casa"

CREMONA - A domicilio, in farmacia, nelle case di cura, nelle scuole, nei luoghi d’arte, nelle case di riposo, nei centri sportivi, nei luoghi di lavoro: gli infermieri ovunque, non solo nelle corsie degli ospedali. È questo il messaggio che, in occasione della Giornata internazionale dell’infermiere che ricorre proprio oggi, l’Ordine provinciale di Cremona ha voluto lanciare. Anche attraverso un video girato con la collaborazione del Museo del violino e realizzato proprio da e con gli infermieri. A curarlo è stata in primis la consigliera dell’Ordine Maria Grazia Bensi, con la revisione artistica di Marta Gradisi; le riprese sono di Gianluigi Rava e l’audio a cura di Giancarlo Fazzi.

Niente camici in bella vista «perché in quest’ultimo anno l’immagine dell’infermiere diffusa è stata prevalentemente quella all’interno delle strutture sanitarie – spiega proprio Bensi –, ma noi siamo e saremo anche altro. Soprattutto, vogliamo essere sempre più vicini alle persone: anche a casa, per allontanare quando e se possibile i ricoveri ospedalieri, gestendo le malattie che consentono la cura al domicilio». Un modello di infermiere in cui l’Ordine, come anticipato dal presidente Enrico Marsella, crede fermamente. E in due minuti di filmato, con l’accompagnamento musicale al pianoforte dell’infermiere Mario Antonio Cucumo, la professione e la missione vengono raccontate senza retorica.

Gli obiettivi che si prefigge Fnopi Cremona anche attraverso questa campagna informativa sono chiari: «La terribile esperienza che abbiamo vissuto ha spiegato a tutti che non si può mettere la salute in secondo piano – continua Bensi – e che non può essere considerata un costo, ma è un investimento. In quest’ottica va il nostro impegno per la diffusione del concetto ‘L’infermiere ovunque’: non possiamo aspettare i malati solo in ospedale. Per raggiungere questa finalità abbiamo bisogno di vedere riconosciuta la nostra competenza. E non è un discorso di turni, ma di responsabilità. Non a caso affrontiamo anni di università, specialistica, formazione annuale, master, dottorato». È fondamentale anche rivedere l’accesso alla professione: «Abbiamo bisogno di più infermieri, per colmare quel buco che conoscevamo già nel 2019 e con il quale abbiamo attraversato la tempesta – dice Bensi –: ne mancano 70 mila. È necessario investire in formazione, chiedere alle università uno sforzo aprendo i corsi e aumentando i numeri». Intanto, in questo 12 maggio, arrivano buone notizie: il Recovery plan «contiene un’attenzione al sistema sanitario nazionale che è mancata negli ultimi 30 anni – conclude Bensi – e sposa la nostra causa: quella per una sanità da portare sempre più vicino alle persone».

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