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IL DELITTO DI PARMA

Gli amici: "Daniele non meritava di morire così"

Il ricordo dei ragazzi della Fondazione Santa Chiara. Al funerale la sciarpa del Foggia, promette il cugino pugliese

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

07 Maggio 2021 - 06:41

Gli amici: "Daniele non meritava di morire così"

Daniele Tanzi

CASALMAGGIORE - «Non se lo meritava proprio». E’ questo il commento comune registrato ieri tra i ragazzi e le ragazze dei corsi professionali della Fondazione Santa Chiara, dove era iscritto Daniele Tanzi, assassinato a coltellate martedì notte da Patrick Mallardo nell'ex mulino di via Volturno a Parma. Escono tutti alle 13 e 45, a ondate, di gran fretta, e non è semplice intercettare qualcuno che voglia fermarsi a dire qualche parola su quanto è avvenuto. Si capisce, però, che tra di loro ne hanno parlato eccome. E non potrebbe essere altrimenti. Alessia Iembo è iscritta al terzo anno della sala bar: «Lo conoscevo, era un ragazzo tranquillo, non aveva problemi – afferma - posso dire che non meritava di certo quello che gli è successo». Le fa eco Edoardo Gardinazzi, di Casalmaggiore, che frequenta la quarta classe operatori meccanici. Lui era in classe con Daniele: «Non posso dire di conoscerlo bene, anche se siamo stati a scuola insieme, perché aveva il suo giro di amicizie e fuori dalla scuola non ci si sentiva. Ma era un ragazzo come noi, come tutti. Quello che è successo è bruttissimo e mi fa molta impressione anche perché aveva la mia stessa età».

Interviene anche C.B., un ragazzo di Casalmaggiore, ancora minorenne, che frequenta il corso per operatori meccanici e che pure conosceva Tanzi: «Io ho fatto le scuole medie con lui, ma era in un’altra classe. Lo conoscevo e davvero non meritava di morire in quel modo, alla sua età». Anche N.R. lo ricorda: «Ho fatto la prima e la seconda superiore con lui. Non posso altro che dire che era un bravo ragazzo. Quello che è avvenuto è davvero brutto, non ci sono parole adeguate». Altre considerazioni raccolte sono dello stesso tenore. Nessuno si spinge a giudicare ad esempio la pericolosità dell’ambiente in cui è avvenuto l’omicidio. Quello che si registra tra i ragazzi è solo un sentimento di grande rispetto per la vittima, la consapevolezza di quanto sia tremendo il fatto stesso di una vita spezzata in modo così brutale, ancora allo sbocciare della vita. Qualcosa di troppo grande, di enorme, tanto da essere in difficoltà a poterlo comprendere sino in fondo.

Al di là delle circostanze, quello che prevale adesso non può che essere il cordoglio per un ragazzo alla soglia dei 19 anni, con una esistenza davanti stroncata da una violenza inimmaginabile e ancora più impressionante perché attuata da un quasi coetaneo. Commenti che si allineano a quello registrato da Foggia Today via social: «Era un bravo ragazzo, dove lo mettevi lo trovavi. «Era umile, dolce, generoso e non dava fastidio a nessuno. Era molto bravo ed evitava sempre di litigare», dice Francesco, il cugino coetaneo di Foggia con il quale Daniele trascorreva le vacanze estive e le festività natalizie. «Ai suoi funerali – ha detto alla testata pugliese – gli porterò la sciarpa del Foggia, lui amava andare in Curva Sud, ci eravamo stati quattro volte insieme. Poche ora prima che morisse mi aveva fatto gli auguri del 18 esimo compleanno con messaggi e videochiamate». Se non ci fossero state le restrizioni imposte dalla pandemia, l’intenzione di Daniele, per lo scorso 1 maggio, sarebbe stata quella di raggiungere Francesco per restare a Foggia e festeggiare il 18 esimo compleanno del suo cugino preferito. «Noi – ha scritto Daniele su Facebook al cugino – non abbiamo mai avuto bisogno di dirci tante parole, ci siamo sempre capiti attraverso uno sguardo e a volte non è stato necessario nemmeno quello. Questa è la magia che ci lega e grazie alla quale io ti ho sempre considerato il miglior cugino. Buon compleanno». Segno di un legame ancora stretto con la terra di provenienza, anche se Daniele è sempre stato a Casalmaggiore, dopo la nascita. Ma i legami parentali c’erano e, con il suo cugino Francesco, erano stretti. Solo qualche ora dopo quel messaggio augurale si è consumato il delitto. «Da genitore – è il commento di un cittadino di Casalmaggiore – mi si gela il sangue a sentire queste notizie. Educare i figli al rispetto della vita, sembra che non basti più. Una famiglia distrutta, condoglianze».

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