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IL DELITTO DI PARMA: LA RICOSTRUZIONE

«È stato lui, mi ha detto di raccontare una storia diversa»

La gelosia ossessiva, l'assalto omicida, il tentativo di depistaggio: Patrick inchiodato dalla ex fidanzata

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

06 Maggio 2021 - 19:45

«È stato lui, mi ha detto di raccontare una storia diversa»

CASALMAGGIORE - Il corpo di Daniele Tanzi riverso in una pozza di sangue. A pochi metri la sua ragazza, Maria Teresa Dromì, ferita e tremante. La scena che si trovano davanti agli occhi i soccorritori è agghiacciante. La giovane viene portata immediatamente al Pronto soccorso, ma per Daniele non c'è più niente da fare. Lì resta soltanto Patrick Mallardo. Dice di aver raggiunto l'ex mulino abbandonato di via Volturno - nella prima periferia di Parma - per trascorrere una serata in compagna della sua ex ragazza e del suo attuale fidanzato. Riferisce di essere arrivato sul posto subito dopo l’aggressione. Addirittura, spiega di aver visto una persona incappucciata a bordo di una bicicletta che si allontanava in direzione opposta alla sua e, poi, di aver sentito urla e pianti provenire dall'edificio: quelli dalla sua ex, disperata per l'uccisione di Daniele. Brutalmente accoltellato da uno sconosciuto. La versione di Patrick non regge a lungo. «È lui, è stato lui, mi ha detto di raccontare una storia diversa», scoppia a piangere Maria Teresa davanti agli agenti della Questura. L'assassino è Patrick. 


Mentre Patrick viene messo sotto torchio, sulla scena del crimine è già intervenuta la Polizia Scientifica di Parma. Gli specialisti concentrano le proprie attenzioni sul canale che corre lungo il perimetro dell’ex mulino, certi che custodisca tracce importanti. Sul luogo del delitto il coltello non c’è: il posto più agevole dove farlo sparire è proprio il canale di irrigazione. Grazie alla collaborazione con la Protezione civile e con il servizio di manutenzione del Comune, nel giro di un’ora il naviglio viene isolato e prosciugato per consentire agli agenti della squadra mobile, ai vigili del fuoco e al personale della Scientifica di individuare la lama con cui è stato massacrato Daniele.

In Questura prosegue l'interrogatorio di Mallardo. Indossa vestiti perfettamente puliti, senza alcuna macchia di sangue. Una circostanza «anomala ed ingiustificata», secondo gli inquirenti. Sia nell’ipotesi che l’assassino sia proprio lui come nel caso in cui - secondo il suo racconto - si sia avvicinato alla ragazza per consolarla. Il canale restituisce una felpa: è di Patrick. Poi, ecco il coltello, che corrisponde alle ferite riscontrate sul corpo della vittima e alle descrizioni fornite dalla ragazza. Elementi che inchiodano Mallardo. Messo alle strette, il 20enne di Parma confessa. E viene portato in carcere.


Secondo chi indaga non risultavano denunce o segnalazioni per precedenti casi di violenze nei confronti della ragazza. In passato c’era stata una denuncia da parte dell’autorità minorile per un episodio di lesioni, ma non ai danni di una ragazza. Gli inquirenti non hanno dubbi sul fatto che a scatenare la furia omicida di Patrick sia stata la gelosia ossessiva. «L’abbiamo desunta dalle modalità del fatto - dicono i responsabili dell'indagine -. Non si è trattato di una esplosione improvvisa, ma di un atto ragionato che ci fa ragionevolmente presumere la sua tendenza alla gelosia».

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