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PIZZIGHETTONE

Migliora il 27enne pestato nei campi: caccia ai picchiatori

La testimonianza della vittima sarà decisiva per risolvere il mistero

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06 Maggio 2021 - 09:22

Migliora il 27enne pestato nei campi: caccia ai picchiatori

CREMONA - È sempre in prognosi riservata ma nel corso delle prime 24 ore di ricovero ha mostrato sensibili miglioramenti. Il 27enne pestato a sangue e rapinato due giorni fa in aperta campagna in seguito a un regolamento di conti tra bande di spacciatori, non ha subito lesioni interne; dagli accertamenti clinici cui è stato sottoposto all’ospedale di Cremona sono emerse almeno un paio di fratture, ma di fatto le lesioni riportate durante il pestaggio sono quelle apparse evidenti sul corpo già dal momento del ritrovamento. Nel frattempo sul conto della vittima, in particolare sulla sua storia pregressa, i carabinieri della Compagnia di Cremona hanno acquisito i primi elementi. Il 27enne marocchino, residente in un Comune della cintura milanese, era già stato tenuto d’occhio dalle forze dell’ordine per precedenti specifici, e la sua presenza nelle campagne di Pizzighettone sembrerebbe riconducibile ad attività connesse allo spaccio di droga. Tuttavia, quanto accaduto nel corso del pomeriggio di martedì è ancora in corso di ricostruzione: ai militari serviranno verosimilmente alcuni giorni per far luce sull’aggressione e risalire all’identità degli autori, anche perché l’unica persona in grado di fornire una testimonianza diretta della resa dei conti, il 27enne, al momento non è in condizione di farlo.

Provando a riannodare la sequenza cronologica delle ricerche, tutto è partito intorno alle 13 da una fornace abbandonata, a metà strada tra Ferie e Pizzighettone, luogo appartato e da tempo conosciuto come abituale punto di ritrovo per chi vuole comprare e per chi cede stupefacenti. Lo scontro tra le opposte fazioni con tutta probabilità è cominciato lì, dove qualcuno ha udito anche un colpo d’arma da fuoco: particolare, questo, che gli investigatori non sono ancora in grado di confermare o meno. Di certo, se un grilletto è stato premuto, il 27enne ferito non ne ha fatto le spese: ritrovato alle basse di Crotta, spuntato da un cespuglio sull’argine dell’Adda, e poi crollato a terra alla vista dei carabinieri, sul corpo presentava segni evidenti di un pestaggio, esercitato sia a mani nude che con un bastone. Lesioni comunque non compatibili con un colpo sparato da un’arma.
Ma in quale luogo è avvenuta l’aggressione? E per quali ragioni? Risposte chiare e definitive al momento non ci sono, si ipotizza tuttavia che i dissidi legati ai traffici illeciti siano iniziati nella zona della fornace tra Ferie e Regona, area subito picchettata dagli uomini dell’Arma e sottoposta a specifici rilievi. Resta da capire come il nordafricano, dopo essere stato rapinato, e così gravemente ferito, possa essersi spinto sino a Crotta; si presume che un’auto l’abbia scaricato nelle vicinanze del fiume, dopodiché lui avrebbe continuato da solo lungo l’argine finché non è stato intercettato dai carabinieri, allertati dal 118, in seguito alla segnalazione di un suo connazionale.

Confermato, invece, che un’altra vettura, presumibilmente quella dei suoi aggressori, durante la fuga verso il Lodigiano ha causato un incidente stradale lungo la provinciale 144; proveniente da Maleo, e lanciato a folle velocità, il mezzo avrebbe sfiorato in territorio di Bertonico l’auto guidata da un 50enne, costretto a sterzare all’improvviso per evitare lo scontro; la manovra gli è costata una fuoriuscita nel fosso ma probabilmente lo ha salvato da conseguenze ben peggiori.

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