L'ANALISI
06 Marzo 2026 - 20:18
CREMONA - Venerdì della prossima settimana si incontreranno il presidente della provincia, Roberto Mariani, e la dirigente dell’Aipo, Mirella Vergnani, titolare del progetto di rinaturazione del Po, per fissare una riunione con i sindaci dei territori interessati ai lavori. «Un incontro che dovrà essere soprattutto costruttivo, per chiarire alcuni punti importanti». Non è da escludere che oltre agli amministratori saranno invitati altri soggetti della società civile: organizzazioni di tutela ambientale, esperti naturalisti, associazioni di categoria. L’appuntamento ‘plenario’ sarà fissato tra il 7 e il 13 aprile, molto probabilmente a Cremona, e si è reso necessario dopo le proteste e i distinguo di alcuni sindaci riguardo al progetto: tagli di alberi, abbassamento dei pennelli, strade e ciclabili rovinate.
Anche il consigliere regionale Matteo Piloni (Pd) ha chiesto una riunione della commissione Trasporti per valutare la situazione, compresa la vicenda della passerella crollata sull’Adda. Sulla rinaturazione il consigliere chiede «attenzione per evitare impatti negativi sul territorio e sulle funzioni naturali del fiume Po, con ripercussioni possibili sulla sicurezza, sull’ambiente e sulla fruibilità duratura delle opere stesse».
Il tutto era partito dalla posizione espressa da Riccardo Groppali, naturalista e già docente all’Università di Pavia e al Politecnico, che aveva puntato il dito soprattutto sul taglio di intere zone boscate, sostituite da alberelli. Un impatto choc per chi frequenta il Po e le golene, che da un giorno all’altro ha visto luoghi verdi, quasi impenetrabili, ‘rasati’ e attraversati da rombanti camion e ruspe. È anche vero, però, che forse non si era valutato l’impatto, quando nelle conferenze di servizi propedeutici al progetto, nessuno ha eccepito nulla.
Un progetto che rappresenta un investimento sul futuro; e alcuni risultati si vedono già. È il caso, per esempio, di Gussola, dove l’abbassamento del pennello consente al lancone di essere sempre pieno d’acqua, e, secondo i calcoli dei progettisti, stessi effetti si avranno nella lanca di Motta Baluffi, due oasi di fauna e flora padana da preservare. Un livello che consentirà, o dovrebbe consentire, anche ai bodri di ‘pescare’ acqua più facilmente. Ricordiamo che alcuni di questi microcosmi formati dalla piene del Po (soprattutto quella del 1705) sono scomparsi, e altri boccheggiano per lunghi periodi dell’anno.
Per quanto riguarda il dissesto delle strade, Vergnani è categorica: «Verranno tutte risistemate dalla ditta che ha vinto l’appalto e sta portando avanti i cantieri — afferma — una clausola che io stessa ho inserito nei capitolati, e sono così sicura di questo che già in alcune zone dove si erano verificati disguidi di questo genere le strade e le piste ciclabili sono state ripristinate tutte e nei tempi previsti».
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