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Ven.To e rinaturazione: ora i sindaci insorgono

Dopo i danni alle strade e l’abbattimento degli alberi tanti dubbi sull’esecuzione dei lavori

Fulvio Stumpo

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redazione@laprovinciacr.it

05 Marzo 2026 - 05:25

Ven.To e rinaturazione: ora i sindaci insorgono

CREMONA - La ciclabile Ven.To e i lavori di rinaturazione (pagati con il Pnrr) preoccupano non poco i sindaci dell’asta del Po. Da Crotta a Stagno fino a San Daniele i primi cittadini riscontrano alcune criticità, ambientali e gestionali. Fino ad arrivare a dire che «l’unica cosa positiva della rinaturazione è che adesso dall'argine si vede in qualche tratto il Po. Per forza, visto che hanno tagliato ettari di boschi e boscaglia».

Il primo a criticare gli interventi era stato il professor Riccardo Groppali: «Capisco le buone intenzioni, ma mi sembra che tagliare intere aree boscate per piantare alberelli, che se va bene vedremo alti tra 15 anni, non mi sembra il modo giusto di rinaturalizzare le golene del Po», aveva detto il noto docente. Ora è la volta dei sindaci di Gerre de’ Caprioli, Michel Marchi, di Pieve d’Olmi Stefano Guastalla, di San Daniele, Simone Cadenazzi, e Roberto Mariani, sindaco di Stagno Lombardo e presidente della Provincia.

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Il più duro e sarcastico è Marchi, che non ha dubbi: «Quando il mio territorio è stato escluso dal progetto di rinaturazione ho stappato una bottiglia. Immaginavo cosa avrebbero fatto: tagliato piante e boschi e distrutto le strade del mio Comune, come sta avvenendo in altre situazioni. Ci avevano presentato un progetto ‘prendere o lasciare’, senza coinvolgere i paesi e soprattutto la gente che di Po e di golene ne sa qualcosa, come stanno facendo sulla sponda opposta: a Castelvetro (se ne occupa il Comune ndr) hanno incaricato un gruppo di giovani naturalisti che sta facendo un lavoro egregio. Da noi quanto ci vorrà per vedere quegli alberelli crescere? E c’è da sperare che il fiume non se li porti via. Non si procede così, per questo sono contento di esserne fuori».

Anche Guastalla è perplesso per quanto riguarda i danni alle strade, ma al tempo stesso si dice fiducioso: «Nei prossimi giorni avrò un incontro con un funzionario dell’Aipo per valutare i danni. Sono certo che verranno tutti riparati dalla ditta che sta portando avanti il lavoro. Nel nostro territorio, si tratta di abbassare i pennelli e sistemare le sponde».

Il sindaco di San Daniele, Cadenazzi, oltre a criticare il taglio dei boschi e delle boschine «avvenuto anche a Torricella e a Motta», punta il dito contro il progetto Ven.To. «Non sono contrario al progetto in quanto tale. L’opera è sicuramente valida, ma di sicuro nel mio Comune andava fatta diversamente: la pista corre in gran parte parallela al canale Pozzolo e poi prima della sua foce svolta e passa sotto il ponte, ma corre sotto il suo livello. Per cui, quando l’acqua tracimerà, invaderà la ciclabile: è matematico. Non so con quale criterio l’abbiano fatta. Anche qui sono state tagliate le piante e adesso si abbassano i pennelli. L’intenzione — far rivivere le zone umide — è buona; ma speriamo in bene».

In effetti, soprattutto nella zona dell’Antenna del Porto (probabilmente era ubicato qui nel XVI secolo un traghetto che consentiva di attraversare il Po), l’operazione è visibile a occhio nudo: percorrendo l’alzaia del cantiere ad un certo punto il suolo si abbassa e il fiume ‘va dentro’ la lanca. L’obiettivo è appunto quello di rivitalizzare le antiche zone umide, bodri e lanche.

Il sindaco di Stagno e presidente della provincia Mariani è molto critico e per varie ragioni. «Hanno raso al suolo molti dei boschi che già c’erano. È vero che hanno ripiantato un numero maggiore delle piante tagliate, ma quando ci vorrà per rivederle alte e frondose? E sempre se attecchiranno. Anche l’abbassamento dei pennelli mi lascia un po’ perplesso: sta bene ripristinare le lanche, ma in caso di piena? Infine, la Ven.To: a giugno sarà finito il collaudo e sarà consegnata da Aipo alla Regione, che dovrebbe essere l’ente gestore. ‘Dovrebbe’, perchè di fatto poi la Regione passerà alla Provincia la gestione della pista, mettendo a disposizione 80 mila euro all’anno per tre anni. In questa cifra sono previsti lo sfalcio, la segnaletica, la manutenzione ordinaria e straordinaria varie ed eventuali. E cosa ci faccio con 80 mila euro? In più, dobbiamo gestire il passaggio dei ‘mezzi autorizzati’, ma chi decide chi è autorizzato? In golena ci sono numerosi maneggi. Abbiamo chiesto: chi li frequenta è autorizzato a passare? La risposta: raccoglieteli nella piazza e portateli con un pulmino. Cosa dire di più?» — chiosa Mariani —. Senza contare che le nostre strade sono state danneggiate pesantemente dai camion e dalle ruspe. Questi danni, almeno è stato garantito così da Aipo, li pagherà la ditta appaltatrice con il ripristino di Ven.To e delle strade comunali.

Un’assicurazione che arriva dall’ingegner Mirella Vergnani, responsabile dell’attuazione del progetto, che si dice aperta a ogni confronto con i Comuni e gli enti coinvolti fino a proporre un incontro pubblico da tenere a Cremona, «ricordando comunque che prima di partire con il progetto ci sono stati decine di incontri, ma siamo pronti a raccogliere ogni suggerimento o rilievo». Inoltre, Vergnani rassicura: «ovvio che oggi la zona sembra devastata, ma è un cantiere, non è ancora la rinaturazione».

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