L'ANALISI
29 Gennaio 2026 - 08:25
RIVOLTA D'ADDA - Si è parlato della difesa dei margini di guadagno degli allevatori, ieri sera a palazzo Celesia, soprattutto a fronte del recente crollo dei prezzi del latte. La sede dell’oratorio Sant’Alberto Quadrelli ha ospitato il convegno promosso dall’Anga, inserito come ogni anno nel calendario di appuntamenti dedicati al settore zootecnico che precedono la fiera di Sant’Apollonia, in programma l’8 e 9 febbraio. Ad introdurre i lavori Giulio Federici, imprenditore agricolo che guida L’Anga Cremona.
Con lui Antonio Boselli, presidente di Federlombarda agricoltori. Relatori Gabriele Canali, docente di economia agroalimentare e direttore del Crefis della Cattolica e Raffaele Greggio, consulente economico degli allevatori. In sala il presidente della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi Cesare Soldi, il direttore Renzo Ardigò, esponenti dell’associazione di categoria, il vicesindaco Marianna Patrini e l’assessore Giovanni Cremonesi.

Nell’introduzione, il presidente Soldi si è concentrato sulla situazione del latte: «Aumento delle produzioni in diversi Paesi europei, domanda interna ed esterna più debole del previsto, prezzi in caduta, costi a livelli ancora elevati: questa la situazione critica che si trova ad affrontare in questi ultimi mesi il settore lattiero caseario. Oggi sono due le principali preoccupazioni che ci troviamo ad affrontare: che tutto il latte venga assorbito dal mercato e che il prezzo riconosciuto non sia insostenibile». Poi la sottolineatura di come nelle stalle si faccia innovazione e si lavori per crescere e aumentare la competitività. I relatori sono stati presentati da Federici, con il convegno che si è aperto con l’intervento di Boselli.
«Ci sono stati incontri con la politica, nei quali abbiamo chiesto che vengano rispettate le regole. Non era mai successo, che gli industriali mandassero così tante disdette e lasciassero a terra così tanto latte. La nostra forza è come sempre quella del made in Italy, da un lato produrre eccellenze e dall’altra parte superare i momenti difficili con le nostre peculiarità. Dobbiamo cercare di migliorare la resilienza delle nostre aziende, va incrementata l’efficienza di ogni processo e il nostro scopo, come sindacato, sarà di sollecitare la politica per vigilare sulla filiera lattiero casearia. Va trovata una soluzione a questa sovrapproduzione: è quella che chiediamo al ministro Francesco Lollobrigida».

Canali ha evidenziato come la strada da perseguire «a fronte di prezzi del latte crollati negli ultimi mesi, sia lavorare per fare in modo che aumenti l’esportazione dei nostri formaggi. Bisogna ragionare con un orizzonte di medio-lungo termine». Poi ha aggiunto: «Il latte in più che produciamo oggi viene pagato poco» e fornito dati sulle esportazioni dei principali formaggi, come il Grana padana e il Parmigiano reggiano.
«Non basta più essere bravi a casa propria — ha concluso Canali — la nostra prospettiva è valorizzare i nostri tanti ottimi formaggi Dop e conquistare, anno dopo anno, nuovi mercati mondiali». Greggio ha trattato il tema degli strumenti chiave per il controllo economico nelle stalle di bovine da latte. «L’obiettivo è la marginalità, fare più latte a minor costo, anche se il mercato ci dice di ottimizzare. Poi capire in quanto tempo si paga un investimento».
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