L'ANALISI
21 Gennaio 2026 - 21:10
CREMONA - Il voto, la stretta di mano, il passaggio di consegne e quella staffetta che è un sogno condiviso: far sentire la voce dei giovani nei campi e nelle stalle ma, soprattutto, ai tavoli che contano.
Oggi, 21 gennaio 2026, nel palazzo di piazza del Comune, ospiti della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, i soci di Anga hanno eletto il nuovo presidente, Giulio Federici.
Raccoglie un’eredità di peso, quella di Paolo Faverzani, guida nei giorni più bui e traghettatore di polso tra Covid e ricambio generazionale.
L’ex presidente, che non era più eleggibile dopo il suo secondo mandato, ma che comunque aveva già deciso di fare un passo di lato, corona il tutto: «Vi lascio in buone mani, quelle di un amico e di uno straordinario professionista».
Un’elezione che è un attestato di stima a chi va e chi viene. E in entrambi i sensi anche un tributo all’Anga più antica e, forse, più prestigiosa d’Italia: «Che è stato un onore proprio per questo rappresentare – ha raccontato il presidente uscente nel suo discorso di congedo –. Questa meravigliosa e irripetibile opportunità, non lo nascondo, è stata anche un’impresa difficilissima. Abbiamo attraversato insieme periodi estremamente complessi, a partire dalla pandemia per arrivare alla crisi generazionale, un tema purtroppo sempre attuale e che credo corrisponderà alla sfida del futuro. Ma abbiamo fatto tanto per avvicinare i giovani al sindacato e penso ne resti a memoria questo consiglio di 13 ‘ragazzi’ che vi e ci stupiranno. Io comunque resto referente regionale, quindi — chiosa — il cellulare è sempre acceso…».
Il nuovo numero uno, sin da subito, non tradisce promesse ed aspettative: «Voglio iniziare con un grazie sincero a chi mi ha preceduto, a chi ha dedicato tempo ed energie a questa associazione, spesso sottraendoli al lavoro in azienda e alla vita personale. Io – ha annunciato Federici alla platea – ho l’abitudine di lasciare le cose affidate meglio di come le abbiamo ricevute, ma credo si possa già dire con serenità che, nell’ultimo mandato, Anga Cremona abbia fatto passi avanti importanti. Ed è per questo – ha detto il vertice incitando il pubblico – che chiedo un applauso ai tre anni di Paolo».
Inutile dire che la standing ovation è arrivata subito. E forte. La consapevolezza che l’onere viene con l’onore c’è già: «Accettare questo incarico oggi significa raccogliere una sfida vera. Bastano due numeri per capirlo – ha ricordato Federici -. A livello nazionale meno del 10% delle aziende agricole è guidato da under 40, e nella Pianura Padana l’età media dell’imprenditore agricolo è di 57 anni. È uno scenario che preoccupa, ma che allo stesso tempo ci dice che c’è bisogno di noi. E – ha chiosato – vo garantisco che il prossimo consiglio darà il massimo per trasmettere i preziosi valori di questa associazione a tutti i giovani della nostra bella e lunga provincia».
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