L'ANALISI
JUKEBOX GRIGIOROSSO. IL VIDEO
16 Febbraio 2026 - 14:22
CREMONA - La Cremo aveva un appuntamento al buio, uno di quegli appuntamenti al buio che da un po’ vanno di moda, ma occhio perché non sai mai cosa aspettarti. Questo appuntamento poi era pericoloso al quadrato. Già era insidioso il Genoa, che si preannunciava come tutta un’altra squadra rispetto a quella affondata a domicilio dalla doppietta di Bonazzoli. Il Genoa di De Rossi era ed è una squadra in pieno rilancio, non per niente aveva rimontato manciate di punti ai grigiorossi, fino ad agganciarli in classifica. E non nascondeva la voglia di restituire la cortesia, anche sotto la spinta di migliaia di tifosi.
Ma la Cremo non sapeva cosa aspettarsi soprattutto da sé stessa, dopo dieci partite senza luce che l’avevano drasticamente ridimensionata in classifica e nell’autostima. Ma anche, dall’altro lato, dopo gli innesti che già a Bergamo avevano fatto intravvedere promettenti potenzialità.
Beh, per essere stato un appuntamento al buio non è andata male. È finita senza gol, il che fino al penultimo pallone assomigliava parecchio a una buona notizia. Poi certo, l’ultimissimo pallone, quello che poteva fare di Bonazzoli il castigamatti ufficiale del Genoa ma invece è finito sulla traversa genoana, dà una pennellata di rimpianto al risultato.
Però non esageriamo con i rimpianti. A un appuntamento al buio ci vai con molto batticuore, sapendo che potrebbe cambiarti la vita in meglio o in peggio. Alla Cremo non l’ha rivoluzionata, ma nemmeno rovinata, e per adesso ci possiamo accontentare.
Anche perché stavolta non è da disprezzare nemmeno la prestazione. Il Genoa ha preso subito per il bavero la Cremo ed è stato più pericoloso, trovando Audero bravo a chiudere la parentesi problematica. Prestazione impeccabile, con il picco della parata eccezionale su Norton Cuffy.
Ma la Cremo pur senza creare occasioni da urlo (sempre a parte la traversa finale) stavolta ha risposto, facendo lavorare il portiere del Genoa più degli ultimi dieci portieri avversari messi insieme.
L’apporto dei nuovi è stato sensibile. Luperto e Maleh lupi di mare in grado di tenere la ciurma sul pezzo anche col mare grosso; Thorsby ricco di personalità contagiosa e un paio di volte non lontano dal gol dell’ex; Djuric perno della manovra d’attacco. Quando lui è uscito, la squadra è tornata in sofferenza.
Non avendo a disposizione piedi di chissà che qualità, l’unica risorsa da spalare nelle caldaie dell’attacco è la fluidità di manovra, che migliorerà con l’affinamento delle intese.
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