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JUKEBOX GRIGIOROSSO. IL VIDEO

Cremo, ieri e oggi: tra sole e nuvole

Dalla vittoria di Marassi alla crisi di risultati, la squadra deve risanare la classifica e ritrovare identità tecnica prima dell’arrivo dei quattromila tifosi rossoblù allo Zini

Giovanni Ratti

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redazione@laprovincia.it

14 Febbraio 2026 - 13:09

CREMONA - Era solo ieri, o giù di lì, la Cremo batte il Genoa a domicilio e allunga rispetto ai rossoblù e alla zona rossa della classifica, spruzzando euforia nell’ambiente intorno alla squadra.

Era solo ieri, ma sembra passato un secolo. Adesso la Cremo ha fatto cifra tonda di partite senza vittorie, ha bisogno urgente di risanare la classifica e deodorare l’ambiente.

Il Genoa con De Rossi, nonostante un paio di colpi bassi da parte arbitrale, viaggia a ritmi da squadra di metà classifica e segna quanto il Milan. Se dopo la vittoria di Marassi la Cremo staccava il grifone di 11 punti, adesso pari siam, come direbbe Rigoletto, a quota 23.

Per il Genoa un mezzo sogno da continuare, per la Cremo un mezzo incubo dal quale svegliarsi subito.

Il Genoa viene a renderci visita, e lo sentiremo arrivare, dato che sotto le insegne del Grifone galoppano verso lo Zini quattromila tifosi allupatissimi dalla prospettiva di renderci la cortesia dell’andata.

I tifosi grigiorossi devono solo sperare che l’inserimento dei nuovi arrivati sia a presa rapidissima. Sotto questo aspetto la pur amara trasferta di Bergamo autorizza il classico cauto, anzi cautissimo ottimismo.

Morten Thorsby è arrivato proprio dal Genoa così di recente che il suo primo problema sarà non fare confusione fra i suoi compagni di ieri l’altro e quelli di adesso. Morten è stato un po’ l’unico segnale di vita grigiorossa con l’Atalanta, anche prima di segnare il notevole gol finale.

Ma utili alla causa saranno anche Luperto dopo il debutto un po’ timido, Maleh al quale Nicola deve trovare il ruolo ideale, e Milan Djuric se giocherà quando c’è ancora partita aperta.

Nicola ha anche altri nodi da sciogliere, dal recupero dei freschi da infortunio al busillis se dare fiducia ad Audero o ricordarsi di avere anche un altro portiere collaudato a questi livelli.

Tanti fili da riannodare, ma tutto confluisce nel collo d’imbuto di ridare identità tecnica a una Cremo che l’ha persa per strada.

Partita da provare a vincere, con il manzoniano juicio. Certo la classifica guaisce come un cucciolo con la ciotola vuota da troppo tempo, e il calendario ha gli occhi cattivi. Ma il primo passo per provare a vincere è non prendere gol.

Soprattutto per una Cremo per la quale andare sotto nel punteggio è una sentenza inappellabile o quasi; che nelle ultime due partite, va bene contro due squadre di tonnellaggio superiore, dopo mezzora era già spacciata. E che soprattutto fin qui ha regolarmente fallito le partite più importanti.

In un modo o nell’altro, magari anche con la spintarella fatale della sorte, ma le ha fallite. Adesso non si può più fallire, se non si vuole sul serio finire nella zona di classifica dove si sente il forcone di Belzebù che ti punge dove ti siedi.

Era solo ieri, la Cremo si abbronzava al sole dell’equatore della classifica e il Genoa batteva i denti dal freddo.

Adesso Cremo, se non ti va di fare cambio è il momento di dirlo, forte e chiaro.

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