L'ANALISI
08 Febbraio 2026 - 13:18
CREMONA - Che cosa c’è di nuovo, Pussycat, chiede Tom Jones nella canzone che gettono nel jukebox grigiorosso in vista di Bergamo. Il grande Tom Jones è uno dei motivi per cui io sono un ‘fan’ di tutto quello che è gallese. Compresa la nazionale di rugby. Guarda caso, poche ore dopo questa registrazione per il Galles inizia il Sei Nazioni, guarda caso con la partita più attesa da ogni tifoso del Drago Rosso, quella con l’Inghilterra. Peccato che il Galles non vinca una partita del Sei Nazioni da quasi tre anni, per cui da questa partita è difficile aspettarsi qualcosa di nuovo.
Anche la Cremo non vince da un pezzo, nove partite, e proprio per questo è chiamata a inventarsi qualcosa di nuovo. Quella di Bergamo è la prima partita dopo il mercato, dal quale si è alzato un vento di novità capace, almeno si spera, di spazzare via l’ormai lunga bonaccia fatta di prestazioni pallide e risultati anemici. E allora, per dirla con Tom Jones, Cremo, che cosa c’è di nuovo?
C’è curiosità e c’è anche fiducia, dato che sono arrivati giocatori che portano mestiere, solidità, e speriamo anche la personalità ultimamente eclissata.
Certo, per il primo salto della nuova Cremo l’asticella è posta a una quota non proprio da riscaldamento. L’Atalanta di Palladino è in corsa nella coppa dalle orecchie a sventola, in campionato ha portato a casa la pelle da Como con un uomo in meno, giovedì in Coppa Italia ha messo alla porta l’altra mia squadra. Insomma fa parte dei pesci grossi e gronda salute da tutti i pori.
Figurati che nove giornate fa la Cremo era 4 punti avanti rispetto ai bergamaschi. Ora è 13 punti dietro. Entrambe hanno cambiato passo, loro in meglio, noi in peggio. All’andata si è pareggiato, ma rispetto ad allora è un’altra Atalanta. Perché ci sia partita ci vuole un’altra Cremo, rispetto al più recente passato.
Palladino recupera Bellanova, e il giudice gli ha tolto De Roon e Ahanor per i quali ha rimpiazzi di un certo riguardo, come il pericoloso Pasalic. Se giocherà Bernasconi, cremasco cresciuto in grigiorosso, si allungherà la lista degli ex.
Nicola puntella la difesa con Luperto, ristruttura il centrocampo con Maleh e Thorsby, mentre Djuric è disponibile solo per un part-time.
Se c’è qualcosa di nuovo, la Cremo è pregata di sfoderarlo fin dall’inizio, dato che fin qui su undici volte che è andata in svantaggio, solo una è riuscita a raddrizzare il risultato, con un Como ridotto in dieci. Quindi, tanto per ricominciare col piede giusto, basta con le partenze a handicap.
E basta con altre cattive abitudini, come creare poche occasioni e gettare alle ortiche quelle poche. Poi ci sarebbero le buone abitudini da riprendere, come sfruttare i calci piazzati.
Ah, e sarebbe un’ottima idea se i grigiorossi mandassero un mazzo di fiori o una scatola di cioccolatini alla buona sorte, con la quale è urgente fare la pace, perché è chiaro che ce l’ha su con noi. Andavamo d’amore e d’accordo, poi a un certo punto ci ha voltato le spalle, e ci sta facendo vedere i sorci verdi. La buona sorte è una morosa capricciosa, l’unico modo per tornare ad andarci d’accordo è darle ragione anche, o soprattutto, quando non ce l’ha. Su questo, ma speriamo ‘solo’ su questo, non c’è niente di nuovo.
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